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Panfilio: «Io, nemico di chi ha gestito l’accoglienza»

Sfogo del primo cittadino, accusato di aver favorito la creazione dell’hub di Conetta, dopo le intercettazioni tra il prefetto Cuttaia e Borile 

CHIOGGIA

Alla fine Alberto Panfilio, il sindaco “rompiscatole” di Cona, qualche sassolino dalla scarpa, negli ultimi giorni, se lo è tolto. Soprattutto nei confronti di quei detrattori che, come spiega lui stesso, si sono ricreduti dopo la pubblicazione delle intercettazioni tra il prefetto Cuttaia e Simone Borile, patron della cooperativa che gestisce il campo profughi della ex base militare.

«In questo momento», racconta Panfilio, «sono davvero sereno. Chi diceva che era una certa politica ...

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CHIOGGIA

Alla fine Alberto Panfilio, il sindaco “rompiscatole” di Cona, qualche sassolino dalla scarpa, negli ultimi giorni, se lo è tolto. Soprattutto nei confronti di quei detrattori che, come spiega lui stesso, si sono ricreduti dopo la pubblicazione delle intercettazioni tra il prefetto Cuttaia e Simone Borile, patron della cooperativa che gestisce il campo profughi della ex base militare.

«In questo momento», racconta Panfilio, «sono davvero sereno. Chi diceva che era una certa politica e nella fattispecie il sottoscritto, ad avere creato il campo di Cona, è stato clamorosamente smentito da queste intercettazioni dove, di fatto, risulta che il sindaco, invece, era quasi un nemico. È la sacrosanta verità».

Ma il problema dell’hub di Cona è tutt’altro che risolto. Il ministero ha fatto sapere che Cona, dove oggi si trovano ancora 460 profughi, deve essere smantellata, anche se poi il tiro è stato corretto ribadendo invece una riduzione graduale delle presenze all’interno della struttura. Il prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto, si è messo in attesa soprattutto per capire come deve procedere e per questo, al momento, rimane tutto così. «Comprendiamo», dice Panfilio, «le difficoltà del prefetto che ogni giorno si trova di fronte a nuove indicazioni dal ministero».

Edeco continua a gestire il campo, Nova Facility sta cercando di capire se il bando che l’ha vista vincere viene confermato oppure no. In mezzo c’è il prefetto e soprattutto il comune di Cona che, in realtà su tutta la vicenda ha le idee chiare. «Se c’è la volontà davvero», dice ancora Panfilio, «di chiudere il campo di Cona, lo si può fare nel giro di una settimana. Bisogna però trovare un posto a queste persone che ancora insistono all’interno del campo. Nel Veneto ci sono strutture in grado di accogliere circa 120 migranti, ma ne rimangono ancora più di trecento ed è per questo che il prefetto avrà bisogno di avere poteri speciali. Aspettiamo risposte nel giro di un mese» . —

Daniele Zennaro

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