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L’ira dei Cinque Stelle contro Zaia e Brugnaro «No alle navi in laguna l’impatto è devastante»

la polemicaStop dal Movimento Cinque Stelle al possibile scavo del canale Vittorio Emanuele come via alternativa al passaggio delle grandi navi sa San Marco. Ad affermarlo, in polemica anche con le...

Enrico Tantucci
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la polemica

Stop dal Movimento Cinque Stelle al possibile scavo del canale Vittorio Emanuele come via alternativa al passaggio delle grandi navi sa San Marco. Ad affermarlo, in polemica anche con le recenti dichiarazioni sulle Grandi Navi del presidente della Regione Luca Zaia e con lo stesso sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, è la senatrice Orietta Vanin, portavoce al Senato del Movimento e vicina anche al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. «Finalmente» dichiara Vanin «emergono le vere intenzioni di sindaco e presidente regionale. Si è sempre detto che impiegare il Vittorio Emanuele era un semplice “ripristino”. Questo non è vero ed è stato ammesso: il canale Vittorio Emanuele è un canale che non esiste più, interrato e inutilizzato da decenni, per cui, per renderlo transitabile alle grandi navi, sarebbe necessario uno scavo di tale larghezza e profondità che rischierebbe di avere effetti esiziali sull’equilibrio idraulico e sull’assetto geomorfologico dell’intera Laguna. Che, lo ricordiamo, ha una profondità media di 150 centimetri. Qui non facciamo altro che riallacciarci alle raccomandazioni del Comitato del Parimonio Mondiale Unesco riunitosi a Doha nel 2015, a Istanbul nel 2016 e a Cracovia nel 2017 che vieta lo scavo di nuovi canali. Da ultimo, per arrivare al Canale Vittorio Emanuele le navi dovrebbero transitare per il canale Malamocco-Marghera. Invitiamo il presidente Zaia a guardare un video, non realizzato dal Movimento 5 Stelle o dal comitato No Grandi Navi, ma da un organo dello Stato (Ismar - Cnr), sulle conseguenze del transito delle navi sul delicato habitat della laguna sud, sulle spiagge e finanche sui manufatti».

E la parlamentare dei Cinque Stelle rincara la dose: «Le dichiarazioni del presidente del Veneto sulla stampa sono distanti anni luce dalla realtà e, sotto certi aspetti, risultano confessorie delle vere intenzioni del binomio Zaia-Brugnaro. Sono distanti dalla realtà perché il Movimento 5 Stelle non si è mai dichiarato per la “decrescita felice” , anzi! La proposta di allontanare le grandi navi dalla laguna di Venezia mira ad aumentare lo sviluppo della città sia in termini economici che di benessere. Se il presidente Zaia non se ne fosse accorto, con l’aumento degli one-day tourist e dei passeggeri delle navi da crociera, che consumano pasti, pernottano e fanno acquisti tutto a bordo, il fatturato di ristoranti, alberghi ed esercizi commerciali a Venezia sta crollando giorno dopo giorno. Vanno riportate dentro la laguna le piccole navi da crociera, dove chi è imbarcato ha la capacità di spesa per cenare in centro storico o fare acquisti a Murano. Va implementata a presenza dei maxi yacht, sia in termini di stazionamento, pensiamo al bando della difesa sull’idroscalo che potrebbe riassorbire gli esuberi della Marittima, che di refitting navale (il dietrofront del Provveditore Linetti sui Bacini dell’Arsenale risulta lungimirante). La questione è far tornare Venezia la Montecarlo del Mediterraneo, dalla situazione di parco dei divertimenti e di massificazione attuale, dove il sovraffollamento e lo scadimento dell’esperienza turistica sta mettendo a rischio il nome di Venezia e quel brand che Luca Zaia non ha esitato a utilizzare per i propri fini». —

Enrico Tantucci

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