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«Il porto è anche senz’acqua» Tubature marce e bagni chiusi

La denuncia del presidente del comitato per il rilancio della struttura Calascibetta Chiesto l’immediato escavo dei canali e la fine del rimpallo delle responsabilità



CHIOGGIA

Porto senz’acqua. Da mesi a causa di molteplici rotture nelle tubature, con conseguenti perdite, l’acqua viene chiusa costringendo i portuali a evitare di usare il bagno e a lavarsi a casa. Un disservizio pesante che si somma all’esasperazione delle imprese per una situazione di crisi che di trascina da anni, in particolare per la mancanza di pescaggi adeguati all’arrivo dei mercantili.

Gli operatori da tempo chiedono che i fondali arrivino almeno a 8 metri, oggi sono fermi a 6.5, tr ...

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CHIOGGIA

Porto senz’acqua. Da mesi a causa di molteplici rotture nelle tubature, con conseguenti perdite, l’acqua viene chiusa costringendo i portuali a evitare di usare il bagno e a lavarsi a casa. Un disservizio pesante che si somma all’esasperazione delle imprese per una situazione di crisi che di trascina da anni, in particolare per la mancanza di pescaggi adeguati all’arrivo dei mercantili.

Gli operatori da tempo chiedono che i fondali arrivino almeno a 8 metri, oggi sono fermi a 6.5, tranne due banchine in cui arrivano a 7. Il progetto è pronto, ma si attende il via libera ministeriale per il sito di conferimento dei fanghi. A 24 ore dall’inaugurazione delle maxi gru della ditta Bedeschi per lo scarico dei container, il porto continua a tenere accesi i riflettori.

Il nodo centrale è quello dell’escavo dei canali e delle banchine, motivo che ha anche acceso qualche scintilla durante l’inaugurazione tra il presidente dell’Autorità portuale di sistema Pino Musolino e il presidente dell’Aspo Damaso Zanardo.

Zanardo ha sottolineato l’inadeguatezza dei fondali per essere competitivi con le altre realtà del Mediterrraneo e Musolino ha ribattuto spiegando che se è il porto è nella situazione di sofferenza in cui è ci sono delle precise responsabilità e che molte cose, tra cui lo scavo, andavano fatte prima. «La situazione è tutt’altro che rosea», spiega il presidente del comitato per il rilancio del porto, Alfredo Calascibetta, «il nostro porto è in grave crisi da tempo e il rimpallo di competenze tra le due realtà non migliora le cose. Per far capire quanto il porto sia allo sbando basta dire che da mesi siamo senza acqua corrente. Le tubature sono marce e rotte in più punti. Per evitare perdite ingenti e continue, l’acqua viene chiusa e aperta solo eccezionalmente quando arrivano i mercantili. Servono due uomini in quel caso, uno va a aprire il contatore e un altro a rifornire le navi, subito dopo viene spenta. I nostri portuali vanno a lavarsi a casa e se si ha necessità del bagno non si può usare. La cosa è stata segnalata, ma tutti si rimpallano la responsabilità e intanto noi rimaniamo senza un servizio essenziale».

Calascibetta torna a chiedere con forza lo scavo dei canali. «Per noi è vitale arrivare almeno agli 8 metri», spiega il presidente del comitato, «oggi abbiamo pescaggi di 6.5 metri e in soli due casi di 7. Il progetto esiste da tempo e l’Autorità unica sembra convinta a partire quanto prima con lo scavo, purtroppo dobbiamo attendere il via libera per il conferimento dei fanghi dal ministero dell’Ambiente e i tempi tecnici degli appalti e di eventuali ricorsi. Prima di 6-8 mesi non vedremo alcuna novità in questo senso». —