Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

«Questo porto è una spiaggia» scontro tra Musolino e Zanardo

Critiche del numero uno dell’Autorità portuale alla gestione del presidente dell’Aspo Sotto accusa il mancato escavo dei canali che impedisce l’arrivo di navi container



CHIOGGIA

«Senza fondali adeguati abbiamo una spiaggia e non un porto». Dura frecciata ieri del presidente dell’Autorità portuale unica dell’Alto Adriatico Pino Musolino all’Aspo che negli ultimi decenni ha gestito lo scalo di Val da Rio senza procedere con le manutenzioni di canali e banchine, durante l’inaugurazione delle due maxi gru realizzate dalla Bedeschi di Limena (Padova) per lo scarico dei container, dirette al porto di Cipro. L’inaugurazione, a cui hanno preso parte i vertici di As ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter



CHIOGGIA

«Senza fondali adeguati abbiamo una spiaggia e non un porto». Dura frecciata ieri del presidente dell’Autorità portuale unica dell’Alto Adriatico Pino Musolino all’Aspo che negli ultimi decenni ha gestito lo scalo di Val da Rio senza procedere con le manutenzioni di canali e banchine, durante l’inaugurazione delle due maxi gru realizzate dalla Bedeschi di Limena (Padova) per lo scarico dei container, dirette al porto di Cipro. L’inaugurazione, a cui hanno preso parte i vertici di Aspo, dell’Autorità di sistema, il presidente del Veneto Luca Zaia, gli amministratori comunali e la famiglia Bedeschi, è stata l’occasione per tracciare i limiti e le potenzialità del porto di Chioggia.

E proprio sui limiti si sono avvertiti gli strali tra il presidente di Aspo Damaso Zanardo e Musolino, che ancora devono spartirsi le competenze sulle aree portuali in attesa che il Ministero delle infrastrutture proceda al trasferimento. «Siamo orgogliosi che Chioggia abbia ospitato il montaggio di due opere industriali di questo livello», spiega Zanardo, «è la dimostrazione che il nostro porto è fruibile dalle imprese e che può diventare un punto di riferimento importante per tutto l’Adriatico. Lo scavo dei canali, oggi fermi a 6.5 metri, ci permetterà di essere competitivi con tutti gli scali del Mediterraneo». L’orgoglio per la scelta della Bedeschi di realizzare le gru a Chioggia non è stato sufficiente a far dimenticare i punti oscuri del porto. «Le gru sono un esempio di come sfruttare le realtà del territorio», spiega Musolino, «se però per un momento tralasciamo le gru, il restante panorama sul porto è desolante. I dati non sono positivi e non possiamo far finta che siano diversi. Un porto senza canali e senza banchine come può lavorare? Occorre fare di più e fare meglio. Se il porto oggi è in queste condizioni ci sono delle responsabilità. Molte cose andavano fatte prima. Attendiamo che finalmente ci sia il passaggio di competenze per procedere con lo scavo dei canali che non è più derogabile. Già con un metro in più potremmo riappropriarci di traffici che abbiamo perso negli anni, possiamo tornare a guardare con interesse al Nord Africa. Chi parla di -11 metri non sa nemmeno che dice. A -9 metri ci sono i sottoservizi, a -10 il Mose. Già con 7.5 metri avremo pescaggi che ci consentono di lavorare bene. Per procedere con lo scavo ci manca l’individuazione dei siti di conferimento per i fanghi che spetta al Ministero dell’ambiente di concerto con Regione e Provveditorato alle opere pubbliche. Noi ci stiamo già portando avanti, il progetto è pronto e entro settembre partiremo anche con i carotaggi per l’analisi dei fondali». —