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Actv avvia una verifica interna su autisti accusati di razzismo

Denuncia dei gestori del centro d’accoglienza di rifugiati a Marghera. Ma ci sono anche altre segnalazioni di episodi di discriminazione da parte di viaggiatori

MESTRE. Autisti di Actv e Arriva Veneto, accusati di episodi di razzismo, per aver lasciato a terra utenti dalla pelle nera. Vicenda d’altri tempi che fa scattare immediate verifiche dell’azienda di trasporto. La denuncia è della Caracol che gestisce il centro di accoglienza a Marghera, con 21 giovani richiedenti asilo che attendono il riconoscimento dal tribunale e l’aiuto del prefetto. Ragazzi che lavorano e usano i mezzi pubblici, dotati di regolare abbonamento. E talvonta arrivano in rit ...

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MESTRE. Autisti di Actv e Arriva Veneto, accusati di episodi di razzismo, per aver lasciato a terra utenti dalla pelle nera. Vicenda d’altri tempi che fa scattare immediate verifiche dell’azienda di trasporto. La denuncia è della Caracol che gestisce il centro di accoglienza a Marghera, con 21 giovani richiedenti asilo che attendono il riconoscimento dal tribunale e l’aiuto del prefetto. Ragazzi che lavorano e usano i mezzi pubblici, dotati di regolare abbonamento. E talvonta arrivano in ritardo, perché non riescono a salire sui bus.

«Per l’ennesima volta registriamo episodi di razzismo nei confronti dei ragazzi. Episodi odiosi attuati da autisti di mezzi pubblici di linea che decidono arbitrariamente chi far salire sugli autobus e chi no, usando come unica discriminante il colore della pelle delle persone che alla fermata attendono l’autobus», denunciano dalla Caracol.

La prima segnalazione è del 3 settembre, alle 6.23 alla fermata “Cantore” di Via Fratelli Bandiera (direzione Venezia). «F. segnala all’autista del bus 53E di dover salire. L’autista ferma il mezzo ma apre solo la porta centrale per far scendere altri passeggeri ma non quelle anteriori e posteriori per la salita. F., quando si rende conto che le porte per la salita non sarebbero mai state aperte, sale da quella centrale ma viene affrontato dall’autista e costretto a scendere dal mezzo». Nessuno prende le sue difese sul bus e «F. arriverà in ritardo al lavoro». Secondo episodio il 5 settembre, stessa ora e stessa fermata. Qui «K. aspetta il bus 53E per recarsi al lavoro a Venezia. Alla fermata ci sono anche due donne. L’autista si ferma e apre solo la porta anteriore da dove salgono le due donne. Tiene però chiusa quella posteriore davanti alla quale c’era K. (...). Anche lui ieri è arrivato al lavoro in ritardo».

La direzione aziendale di Actv ha attivato immediate verifiche sul caso. Il primo episodio convince poco, per un aspetto: l’autista non dovrebbe mai lasciare il posto di guida. Ma le verifiche sono in corso e gli autisti saranno sentiti «e se quanto accaduto troverà riscontro verranno presi i provvedimenti previsti per gli episodi gravi come quello denunciato». E forse, servirà una campagna di sensibilizzazione del personale anche se era stato organizzato un corso su questi temi con Veneto Lavoro. Per ora i riscontri non ci sono. La Caracol ha inviato una Pec di denuncia anche ad “Arriva Veneto” che gestisce le corse per Chioggia. Ad Actv si chiede di verificare i fatti e «prendere i giusti provvedimenti nei confronti del personale che mette in atto comportamenti razziali e discriminatori, resi ancor più gravi e odiosi dal fatto che tali personaggi svolgono il loro lavoro in un servizio pubblico». Ai cittadini, la Caracol chiede di denunciare «questi vergognosi e vili atti di razzismo». E c’è chi lo fa. Un signore il 21 agosto su Facebook si era lamentato dell’autista del 53E : «Il bus è semivuoto perché non ha fatto salire sei africani alla fermata». —