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Cona, stop al bando per la gestione Il prefetto: «8 mesi per alleggerirlo»

In procura l’indagine sull’ex base è affidata alla stessa pm che a Padova si è occupata di Bagnoli



Edeco, la coop padovana finita al centro di una doppia inchiesta delle Procura di Venezia e Padova sul sistema di accoglienza, continuerà a gestire l’hub di Cona fino a quando questo - secondo le direttive impartite dal ministro Salvini - sarà svuotato. Sospesa l’assegnazione della gestione alla vincitrice del bando, la trevigiana Nova Facility. «Sarei contento di liberare Cona, o almeno alleggerirla in modo importante, in 6-8 mesi», chiarisce il prefetto Vittorio Zappalorto. Intanto il proc ...

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Edeco, la coop padovana finita al centro di una doppia inchiesta delle Procura di Venezia e Padova sul sistema di accoglienza, continuerà a gestire l’hub di Cona fino a quando questo - secondo le direttive impartite dal ministro Salvini - sarà svuotato. Sospesa l’assegnazione della gestione alla vincitrice del bando, la trevigiana Nova Facility. «Sarei contento di liberare Cona, o almeno alleggerirla in modo importante, in 6-8 mesi», chiarisce il prefetto Vittorio Zappalorto. Intanto il procuratore capo Bruno Cherchi ha coassegnato il fascicolo su Cona - nel quale risultano indagati i vertici di Edeco e due funzionarie della Prefettura - alla pm Federica Baccaglini, appena arrivata in laguna dopo aver chiuso la maxi inchiesta padovana sull’accoglienza dei migranti.



Il colpo di spugna all’aggiudicazione del nuovo bando di gestione (per il lotto 1, quello principale per i servizi alla persona) dell’ex base alla Nova Facility, che già gestisce la caserma Serena a Treviso e la Zanusso a Oderzo, è arrivato con una direttiva del Viminale alla Prefettura, che l’ha ricevuta al pari degli altri uffici territoriali del Governo. Il Ministero dell’Interno ha intenzione di rivedere i capitolati di spesa (al ribasso) per l’accoglienza dei richiedenti asilo, con un impegno economico da parte dello Stato minore per ciascun ospite. Ed è così che, in presenza di un nuovo bando in corso di elaborazione, le Prefetture hanno dovuto sospendere le aggiudicazioni in itinere e quelle non definite. Come quella che aveva visto vincitrice la Nova Facility, guidata da Gian Lorenzo Marinese, fratello di Vincenzo Marinese, presidente di Confindustria Venezia e Rovigo. Entro qualche settimana la Prefettura, concluse le procedure di verifica sul possesso dei requisiti necessarie per l’aggiudicazione definitiva, avrebbe dovuto stipulare la convenzione con la società. Ma la direttiva cancella tutto e consegna i prossimi mesi di accoglienza ancora alla Edeco. Per il Governo non ci sarà alcuna penale verso Nova Facility, visto che non era stato ancora firmato il contratto. «In queste condizioni non potevamo fare altrimenti», allarga le braccia il prefetto, «Non è possibile affidare ad altri soggetti la caserma in dismissione. Edeco resterà fino a quando Cona non sarà svuotata». Attualmente nell’ex base ci sono 455 profughi. Ieri in Prefettura Zappalorto ha incontrato i gestori dei centri di accoglienza straordinari presenti nel Veneziano. L’idea è di redistribuire quanto più gli ospiti nelle strutture già esistenti, tenuto conto peraltro che gli sbarchi stanno diminuendo ma all’orizzonte c’è l’emergenza Libia. «Prima di aprire nuove strutture ci penso due volte, viste la tipologia del territorio e la mentalità», chiarisce il prefetto, «Lavoriamo per l’accoglienza diffusa».



Intanto in Procura a Venezia la pm Baccaglini è stata coassegnata al fascicolo sul tema in mano all’aggiunto Adelchi d’Ippolito e alla sostituta Lucia D’Alessandro. La nuova pm, conoscendo in prima persona le carte dell’inchiesta padovana, deciderà cosa traghettare per competenza nel fascicolo veneziano per quanto riguarda l’operato di Edeco a Cona e i rapporti con la Prefettura. —