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Torna dalle vacanze, muore di West Nile

Giovanni Badon, 83 anni è il primo deceduto senza patologie pregresse. Era stato con la moglie sulla costa veneziana

SPINEA

Un uomo di 83 anni, Giovanni Badon, residente con la moglie a Spinea, è morto ieri mattina all’ospedale Ca’Foncello di Treviso a seguito di una encefalite da West Nile. Si tratta del nono decesso da inizio estate in Veneto. L’anziano, che andava spesso a Casier dove abita la figlia, era ricoverato dallo scorso 24 agosto. Era arrivato al Pronto soccorso di Treviso in stato confusionale e con febbre alta dopo aver trascorso una vacanza sul litorale veneto.

«Visti i sintomi è stato predisp ...

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SPINEA

Un uomo di 83 anni, Giovanni Badon, residente con la moglie a Spinea, è morto ieri mattina all’ospedale Ca’Foncello di Treviso a seguito di una encefalite da West Nile. Si tratta del nono decesso da inizio estate in Veneto. L’anziano, che andava spesso a Casier dove abita la figlia, era ricoverato dallo scorso 24 agosto. Era arrivato al Pronto soccorso di Treviso in stato confusionale e con febbre alta dopo aver trascorso una vacanza sul litorale veneto.

«Visti i sintomi è stato predisposto il ricovero ma purtroppo l’encefalite è degenerata portando al decesso del paziente», spiega Roberto Rigoli, direttore della Patologica Clinica. «Non abbiamo rilevato la presenza di fattori di rischio o di patologie pregresse che potessero favorire l’infezione», ha sottolineato il primario Rigoli.

Il quadro che si sono trovati davanti i medici trevigiani è quindi completamente diverso rispetto a quello del primo decesso da West Nile, avvenuto lo scorso luglio, quando venne colpita una donna 74enne di Salgareda già fortemente debilitata da un tumore allo stadio terminale.

ESPERTI AL LAVORO

La dinamica di quest’ultimo decesso preoccupa gli esperti. Negli ultimi giorni tra gli infettati ci sono anche due soggetti sani: l’83enne morto ieri e un 56enne ricoverato per encefalite in Malattie Infettive. Un fenomeno nuovo rispetto al passato o solo una casualità? Troppo presto per dirlo, almeno tre le ipotesi sul tavolo. La prima ha a che vedere con un aumento della carica virale, per cui essendoci sempre più zanzare infette in circolazione starebbe accrescendo la probabilità di essere punti più volte da insetti portatori del virus e sviluppare la malattia. Altre spiegazioni potrebbero essere legate al fattore climatico o a una mutazione del virus West Nile in forma più aggressiva. «La risposta potrà essere data a fine stagione – precisa Rigoli – tutti i campioni di sangue positivi che abbiamo raccolto saranno a disposizione del Centro di referenza di Padova e del Ministero della Salute per uno studio epidemiologico dettagliato».

I PRECEDENTI

Negli ultimi quattro mesi l’Usl della provincia di Treviso si è trovata a gestire in tutto 12 casi di West Nile, l’ultimo per il quale si attende l’esito definitivo domani, è un ultraottantenne ricoverato in Rianimazione a Castelfranco. Le sue condizioni appaiono critiche per encefalite da sospetta West Nile. Oltre all’83enne deceduto al Ca’Foncello, l’infezione ha colpito un 56enne trevigiano, un 74enne di Castelfranco, un 70enne di Treville, un 67enne di Paese, un 92enne di Casale sul Sile, una 72enne di Asolo, una 98enne ospite del Gris di Mogliano, un 50enne e un 36enne di San Dona di Piave, entrambi con un deficit immunitario antecedente. Purtroppo, una 74enne già malata oncologica è deceduta. —

Valentina Calzavara

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