L’appello per la Basilica di San Marco «Per la manutenzione non abbiamo fondi»

Il Primo procuratore Tesserin al governo: «Servono facilitazioni fiscali». La visita della ministra francese della Cultura

VENEZIA. «Le chiese veneziane hanno bisogno di cure urgenti. Quello che è successo a Roma potrebbe succedere anche qui se nessuno si interessa più del nostro immenso patrimonio. Chiediamo strumenti per poter intervenire. A cominciare da un regime fiscale che ci permetta di recuperare fondi. Bisogna fare presto».

Carlo Alberto Tesserin, primo Procuratore di San Marco, ha inviato ieri l’appello al ministro della Cultura Alberto Bonisoli, in questi giorni a Venezia per la Mostra del Cinema. Ieri Bonisoli ha incontrato la sua omologa francese Francois Nyssen. E l’occasione è stata sfruttata a pieno. Per spiegare al governo e alla Francia la situazione in cui versa il patrimonio culturale della Chiesa. Di buon mattino la ministra di Macron, che di professione fa l’editrice, ha voluto visitare la Basilica di San Marco.

Guide d’eccezione il proto Mario Piana (architetto e ed ex dirigente della Soprintendenza) e l’ingegnere Pierpaolo Campostrini, procuratore di San Marco. La ministra ha visitato entusiasta i mosaici e i cavalli di San Marco. Le copie esposte sulla terrazza e gli originali che proprio Napoleone aveva portato via, custoditi ora nel museo. «Sono opere eccezionali», si infiamma Tesserin, «a Reggio Calabria intorno ai due bronzi di Riace hanno costruito un museo e un’immagine internazionale. Noi li abbiamo relegati qui in un angolino». Tra i primi progetti della Procuratoria c’è adesso proprio l’allargamento del museo. Con una sistemazione più idonea per le quattro sculture di rame, opera dell’epoca ellenistica che risale ai primi secoli dopo Cristo.

I cavalli, ma anche la manutenzione della chiesa. Una «Fabbrica» piena di capolavori, dai pavimenti ai mosaici. «Vogliamo spiegare al ministero», dice Tesserin, «che noi come Fabbriceria non godiamo delle facilitazioni previste per gli enti pubblici. Significa che gli imprenditori non ci fanno da sponsor perché non lo ritengono conveniente. E che dobbiamo comunque pagare il 10 per cento di Iva».

Situazione sempre più critica, che mette a rischio le manutenzioni. Sono in corso i lavori di rialzo della pavimentazione e di isolamento del nartece, l’ingresso della Basilica che è il punto più basso della città a meno di 70 centimetri sul medio mare. «Con nostre risorse abbiamo provveduto al restauro dei mosaici e alla costruzione del nuovo parapetto di sicurezza», spiega Piana, «ma i marmi vanno controllati, i mosaici perdono qualche tessera. La manutenzione deve essere continua. E per farla ci vogliono fondi. «Per tenere in piedi le nostre chiese, adesso che le offerte calano, come le vocazioni e gli sponsor, ci vuole l’aiuto dello Stato», dice Tesserin. Messaggio arrivato ieri al governo italiano e alla ministra francese. A lei il Procuratore ha donato all’uscita un volume sui mosaici marciani. Invitandola al grande convegno previsto per fine anno proprio sui mosaici della Basilica. «Ci sarò, sicuramente», ha sorriso. —


 

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