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Vince al Casinò, rapinata dalla banda di cinesi a Mestre

Resta in carcere la coppia accusata del colpo, arrestati anche i tre complici. Le vittime legate e minacciate con l’accetta

MESTRE. Vittime immobilizzate con le fascette di plastica da elettricista e minacciate con un coltello, una pistola e una accetta. Chiuse in una stanza e tenute sorvegliate dopo essere state private dei cellulari. Era un commando che faceva della violenza una delle sue caratteristiche quello che è entrato in azione il 20 luglio nel b&b in viale Stazione 20. In carcere, arrestate dai carabinieri di Gorizia coordinati dalla Procura giuliana, sono finite cinque persone, due delle quali fermate ...

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MESTRE. Vittime immobilizzate con le fascette di plastica da elettricista e minacciate con un coltello, una pistola e una accetta. Chiuse in una stanza e tenute sorvegliate dopo essere state private dei cellulari. Era un commando che faceva della violenza una delle sue caratteristiche quello che è entrato in azione il 20 luglio nel b&b in viale Stazione 20. In carcere, arrestate dai carabinieri di Gorizia coordinati dalla Procura giuliana, sono finite cinque persone, due delle quali fermate mercoledì a Mestre. Si tratta di Taomei Cheng, 51 anni, e Songlin Zhang, 56 anni, entrambi cinesi, regolari e incensurati. Difesi d’ufficio dagli avvocati Giovanni Coli e Antonio Bondi, i due hanno poi nominato di fiducia l’avvocato Giorgio Pietramala. Ieri i due sono comparsi davanti alla gip Roberta Marchiori, avvalendosi della facoltà di non rispondere. La giudice, pur non convalidando il fermo, ha confermato il carcere per entrambi.

A Cheng e Zhang, che alloggiavano nel b&b, viene contestato di essere pedine di un piano studiato nei minimi dettagli per mettere a segno la rapina nell’affittacamere. I due, stando alle indagini, avevano assistito alla vincita al Casinò di Ca’ Noghera da parte di una connazionale, anch’ella alloggiata nel b&b di viale Stazione. Cheng contattava i complici, fornendo i dettagli logistici sull’affittacamere dove alloggiava con il compagno, offrendosi di lasciare aperta la porta. L’idea era di rapinare tutti gli ospiti dell’affittacamere, compresi gli stessi Cheng e Zhang, così da non far sembrare l’azione mirata solo nei confronti della donna che aveva vinto al Casinò. Quando i complici avevano fatto irruzione nel b&b, era stato il caos. I 9 ospiti erano stati minacciati con un coltello, una pistola e una accetta, poi immobilizzati e chiusi in una stanza senza telefonini.

I rapinatori erano riusciti a mettere le mani su alcune migliaia di euro, compresi i soldi vinti a Ca’ Noghera dalla donna e i contanti in possesso di Cheng e Zhang, con i quali erano ovviamente d’accordo.

Al momento a Cheng e Zhang viene contestata solo la rapina all’affittacamere. Ma le indagini dell’Arma hanno portato alla luce l’attività criminale della banda dedita nel Nordest a rapine e furti, effettivi o tentati, ai danni di fabbriche e laboratori tessili di connazionali. Nel corso dell’operazione sono state eseguite varie perquisizioni. In un capannone a Prato sono state trovate macchine da cucire industriali, provento dei furti. Sequestrato un Volkswagen Caddy usato dalla banda per gli spostamenti sul territorio nazionale. —