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Si tuffa da un pontile, 21enne rischia la paralisi

Ricoverato all’ospedale dell’Angelo, dovrà essere operato. Il primario del Pronto soccorso: «Può considerarsi miracolato»



BIBIONE

Un ragazzo di 21 anni, residente nella città di Norimberga in Germania, ha rischiato la paralisi dopo essersi tuffato da un pontile nella zona di Bibione Ovest. Tuffandosi in un punto dove la profondità non supera il metro e mezzo, ha picchiato la testa sul fondale con estrema violenza. Nell’ultimo periodo sembra che questo posto sia stato utilizzato più volte per tuffarsi. Il ragazzo si è presentato il giorno dopo autonomamente al Pronto Soccorso di via Maja, lamentando forti dolori ...

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BIBIONE

Un ragazzo di 21 anni, residente nella città di Norimberga in Germania, ha rischiato la paralisi dopo essersi tuffato da un pontile nella zona di Bibione Ovest. Tuffandosi in un punto dove la profondità non supera il metro e mezzo, ha picchiato la testa sul fondale con estrema violenza. Nell’ultimo periodo sembra che questo posto sia stato utilizzato più volte per tuffarsi. Il ragazzo si è presentato il giorno dopo autonomamente al Pronto Soccorso di via Maja, lamentando forti dolori. Gli esami radiografici hanno evidenziato la frattura di tre vertebre cervicali.

Il giovane turista è stato ricoverato all’ospedale dell’Angelo di Mestre. Dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico, ma il rischio paralisi è stato scongiurato definitivamente ieri sulle 18.

«Ho chiamato il reparto di neurochirurgia di Mestre», ha spiegato il primario del Pronto Soccorso Franco Laterza, «mi hanno comunicato che il giovane muove gli arti inferiori. Questa notizia ci conforta enormemente. La paralisi è scongiurata, ma il turista tuffandosi ha corso un rischio terrificante. Non immagina neppure quanto sia stato fortunato, ma forse è più opportuno dire che è stato miracolato. Avrebbe potuto rimanere inchiodato a una sedia a rotelle per il resto della sua vita».

Il giovane si è presentato dai medici di via Maja ieri mattina, lamentando dolori al collo e alla schiena, dopo un tuffo. È stato subito visitato da un’infermiera alla quale il 21enne ha raccontato l’accaduto.

Il personale sanitario di Bibione ha compreso immediatamente la gravità della situazione. La Tac, eseguita all’ospedale di Portogruaro, ha confermato la consistenza delle fratture. Da qui il bagnante è stato trasferito all’ospedale di Mestre, dove il 21enne è stato accolto nel reparto di neurochirurgia. Da tempo l’azienda sanitaria numero 4 è impegnata in una campagna informativa per combattere queste bravate che coinvolgono generalmente persone in età giovane. Il problema è noto sul litorale, soprattutto a Jesolo, dove i pontili costituiscono una tentazione molto forte per i tuffi.

Qualche settimana fa il Comune di Jesolo e l’Usl 4 hanno lanciato una campagna di sensibilizzazione contro i tuffi dai pontili, con tanto di spot televisivi che sono diventati un tormentone sui social network. «Ancora una volta», ha riferito il direttore generale dell’Usl 4 Carlo Bramezza, «richiamo tutti quanti a essere attivi in questa campagna informativa, perché la vita va salvaguardata. Dagli operatori turistici, ai sindaci, ai giovani stessi rivolgo questo appello: diffondete il più possibile il messaggio di pericolo e si invitino tutti quanti a non tuffarsi dai pontili. Non ci si può infatti rovinare la vita per una bravata».

A Caorle il problema dei tuffi dai pontili esisteva fino dagli anni 90. La moda era quella di tuffarsi dagli scogli di Ponente. In quel caso fu intrapresa una massiccia campagna e il problema venne risolto. —