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Venezia, cadono mattoni e calcinacci: transenne a S.Giovanni e Paolo

Il parroco don Angelo Preda «C’è stato lo scivolamento di una guaina dal tetto abbiamo protetto l’area in attesa di poter intervenire»

Eugenio Pendolini
1 minuto di lettura

VENEZIA. Un cedimento nella parte esterna della basilica dei Santi Giovanni e Paolo ha provocato la caduta di mattoni e calcinacci dal cornicione più alto. Per fortuna, nessun detrito è poi caduto nel campo sottostante. Non ci sono stati feriti. Iniziati i sopralluoghi degli architetti, mentre i lavori di ristrutturazione prenderanno il via a partire dalla prossima settimana.

Il crollo risale a mercoledì scorso, poco dopo le 13. I primi ad accorgersi del rumore sono stati i clienti di bar e ristoranti che affacciano sul campo. Sono subito partite le segnalazioni a chi di competenza. Il primo ad uscire dalla canonica è stato don Angelo Preda, parroco di San Giovanni e Paolo. «Siamo ancora in attesa di capire cosa è successo» dice «Comunque smentisco il crollo di archi, anche se non sono al corrente di dettagli. Probabilmente c’è stato uno scivolamento di una guaina del tetto. Ieri abbiamo delimitato l’area e montato i primi ponteggi».

Il cornicione a rischio è quello che sovrasta l’ingresso laterale della Chiesa, proprio sopra l’edificio a pianta quadrata adiacente la basilica. I primi interventi sono stati realizzati ieri. Nello specifico, oltre ad aver transennato l’area per evitare qualsiasi tipo di rischio, gli operai hanno montato un ponteggio in possesso della parrocchia. Per una mera coincidenza, era in possesso della parrocchia da diversi anni. Il suo immediato impiego ha reso possibile recintare l’area a rischio in tempi brevissimi. Il crollo di materiale dalla basilica arriva a soli due anni dagli ultimi lavori di restauro. Con un finanziamento da parte del Ministero, nel 2016 l’intervento aveva riguardato proprio la copertura del tetto. A svolgerli, la stessa Lgr: ditta incaricata di nuovo da don Preda per mettere in sicurezza il cornicione pericolante. Secondo don Preda, presto dovrebbe essere sistemata anche la vetrata del Vivarini. Negli anni precedenti, la basilica aveva ricevuto altri finanziamenti ministeriali e privati. Tra questi, i fondi di “Save Venice”. Modalità e tempistiche dell’intervento di ristrutturazione si avranno solo a partire dalla prossima settimana.


 

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