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Nuova palestra a scuola «Niente mensa e bagni»

MOGLIANOAl loro rientro in classe i 600 studenti della scuola secondaria di primo grado Rita Levi Montalcini di via Gagliardi troveranno le stesse condizioni di sempre: una mensa così piccola che...

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Al loro rientro in classe i 600 studenti della scuola secondaria di primo grado Rita Levi Montalcini di via Gagliardi troveranno le stesse condizioni di sempre: una mensa così piccola che riduce la pausa pranzo effettiva al tempo di un quarto d’ora; bagni così vecchi e malandati che molti alunni si rifiutano di utilizzarli; classi inadeguate e l’assenza di spazi per la segreteria.

Pur avendo sotto gli occhi queste condizioni da tempo, il Comune nel 2018 ha deciso di intervenire sulle ...

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Al loro rientro in classe i 600 studenti della scuola secondaria di primo grado Rita Levi Montalcini di via Gagliardi troveranno le stesse condizioni di sempre: una mensa così piccola che riduce la pausa pranzo effettiva al tempo di un quarto d’ora; bagni così vecchi e malandati che molti alunni si rifiutano di utilizzarli; classi inadeguate e l’assenza di spazi per la segreteria.

Pur avendo sotto gli occhi queste condizioni da tempo, il Comune nel 2018 ha deciso di intervenire sulle Montalcini destinando una somma di 800 mila euro per una nuova palestra. La decisione ha fatto infuriare genitori e prof e sta creando un grave scontro istituzionale.

«Abbiamo appreso in modo del tutto casuale e senza alcuna comunicazione» scrivono docenti e genitori «la decisione realizzare una nuova palestra nell’area della scuola Montalcini. Con grande stupore abbiamo letto nelle delibere alcune dichiarazioni del sindaco secondo cui il progetto rientrerebbe in un percorso partecipato».

Poi la stoccata: «Le due attuali palestre soddisfano le esigenze scolastiche e non presentano necessità alcuna né di ampliamento né di urgenti interventi manutentivi. Le urgenti necessità d’intervento sono ben altre» concludono «togliere i ragazzi che frequentano la scuola da ambienti fatiscenti, inagibili ed antigienici». —

Matteo Marcon