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Mostra del Cinema: ritornare al Des Bains per un amarcord di alto livello

Gary Cooper, Marlene Dietrich - Morocco, 1930 - retrospettiva USA_23^_miac_1962

Fotografie e documenti dell'archivio della Biennale per un'iniziativa che restituisce un luogo-simbolo dl Lido

LIDO DI VENEZIA. A esserne capaci, si potrebbe forse sentire l’eco delle voci di Elsa Maxwell - lei che sapeva tutto - o dello Scià di Persia. Si potrebbe inseguire lungo i corridoi l’ombra di Sergej Djagilev, che qui morì nel 1929 e fu sepolto poco lontano, nell’isola di San Michele.

Miriam Hopkins: Dottor Jekyll e Mister Hyde

Si potrebbe vedere come un flash luminoso Monica Bellucci, che scende dall’auto diva perfett ...

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LIDO DI VENEZIA. A esserne capaci, si potrebbe forse sentire l’eco delle voci di Elsa Maxwell - lei che sapeva tutto - o dello Scià di Persia. Si potrebbe inseguire lungo i corridoi l’ombra di Sergej Djagilev, che qui morì nel 1929 e fu sepolto poco lontano, nell’isola di San Michele.

Miriam Hopkins: Dottor Jekyll e Mister Hyde

Si potrebbe vedere come un flash luminoso Monica Bellucci, che scende dall’auto diva perfetta, occhiali scuri e tacco infinito; o intuire nel buio il profilo di Anne Hathaway, che nella terrazza sul retro si nasconde con un calice di prosecco che i giornali scandalistici, a vederla, potrebbero trasformare in chissà cosa.
Come una cassaforte.

La Mostra del Cinema nelle foto storiche: cinema e glamour in bianco e nero

Al Lido, l’Hotel des Bains è cassaforte di tante storie; prima ancora è il simbolo di una lunga storia che parla di cinema ma anche di società, dell’Italia e di Venezia e del suo Lido, del come eravamo e di quali erano i nostri sogni e i nostri miti.

Una storia ritrovata perché, da lunedì, la Sala Visconti e alcuni altri spazi del primo piano saranno riaperti al pubblico in occasione di “Il Cinema in Mostra. Volti e Immagini dalla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica 1932 – 2018”.

Rocco e i suoi fratelli cast 21^_Miac_1960 foto_Ferruzzi

In esposizione, con la cura del direttore della Mostra del Cinema Alberto Barbera, 680 foto stampate, 800 foto a monitor, sei filmati con sequenze da 120 film, cinque documentari e molti altri documenti e materiali dell’Archivio Storico della Biennale, sull’intera avventura della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, che è il più antico festival di cinema al mondo, nato nel 1932 proprio al Lido.

Immagini come quelle pubblicate più a lato: la prima riunione per la nascita della Mostra, nel 1932; il cast di “Rocco e i suoi fratelli”, nel 1960. O, ancora, il pubblico all’Excelsior nel Giardino delle Fontane luminose, anno 1932.

L’esposizione stessa diventa simbolica, perché testimonia di un altro tassello che va ad aggiungersi al piano di riqualificazione della cittadella del cinema - di conseguenza, di parte del Lido - perseguito anno dopo anno dalla Biennale sotto la presidenza di Paolo Baratta.

Il primo manifesto della Mostra del Cinema

«La 75esima edizione non poteva passare senza essere celebrata» dice «el’Archivio della Biennale offriva il materiale per farlo. In tutti questi anni e con monotona assiduità abbiamo lamentato la chiusura dell’Hotel Des Bains, un vero vulnus alla Mostra. Abbiamo trasformato il nostro lamento in un’iniziativa, realizzabile grazie alla cortesia della nuova proprietà. Siamo convinti che la nostra storia sia un tratto assai importante della nostra immagine».

Riunione consultiva prima Mostra del cinema Luciano De Feo, 8° da sinistra 1932

Coima ha dato un contributo essenziale, consentendo la riapertura di questi spazi, e andando «incontro alla volontà della Biennale di riappropriarsi di uno dei suoi luoghi identitari e al desiderio dei cittadini e delle istituzioni di vedere rinascere una parte vitale del proprio territorio» come dice il Ceo Manfredi Catella.
È in fondo una questione di fascino, di atmosfera; anche il modo migliore, il più semplice, per capire come si è arrivati fino a qui. Ottantasei anni di vita, 75 edizioni, e la voglia di sorprendere ancora.

Hotel Des Bains (Lido) / 27 agosto – 16 settembre 2018

con i materiali dell’Archivio Storico della Biennale