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Per il "leone gay" in gara anche un film del Guatemala

"Josè" di Li Cheng

Il "Queer Lion", la selezione a tematica lgbt della Mostra del Cinema 2018 vede in concorso otto pellicole. Per l'Italia c'è "Zen sul ghiaccio sottile" di Margherita Ferri

VENEZIA. La 12esima edizione del Queer Lion, premio collaterale della 75esima Mostra del Cinema per il “Miglior film con tematiche omosessuali & queer culture”, vedrà in gara – tra gli altri – "José", primo film guatemalteco presente a Venezia. L’opera, del regista cinese Li Cheng, racconta di come un incontro di sesso occasionale tra il 19enne José e Luis si trasformi in una bruciante passione sullo sfondo di uno dei paesi più violenti, religiosi ed omofobi del mondo.

L’Italia sarà in gara c ...

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VENEZIA. La 12esima edizione del Queer Lion, premio collaterale della 75esima Mostra del Cinema per il “Miglior film con tematiche omosessuali & queer culture”, vedrà in gara – tra gli altri – "José", primo film guatemalteco presente a Venezia. L’opera, del regista cinese Li Cheng, racconta di come un incontro di sesso occasionale tra il 19enne José e Luis si trasformi in una bruciante passione sullo sfondo di uno dei paesi più violenti, religiosi ed omofobi del mondo.

L’Italia sarà in gara con "Zen sul ghiaccio sottile" di Margherita Ferri; la 16enne Maia, unica femmina in una squadra di hockey, grazie all’intensa amicizia con Vanessa inizia ad esplorare la propria sessualità. Intensa opera prima su identità e bullismo tra gli incantevoli scenari dell’Appennino emiliano.
 
La Francia presenta "C’est ça l’amour" di Claire Burger, sul difficile rapporto tra un padre divorziato e le due figlie adolescenti, ribelli, capricciose ed alla ricerca della propria identità; e "Bêtes blondes" di Alexia Walther e Maxime Matray: descritto come «uno spazio cinematografico totalmente alieno: un film audace ed anarchico che non assomiglia a null'altro», promette di sorprendere con la storia dell’incontro tra un giovane ex talento tv alcolizzato, ed un militare triste dagli inquietanti segreti.
 
Russo il film "The Man Who Surprised Everyone" di Natasha Merkulova e Aleksey Chupov; narra del quarantenne Egor Korshunov, guardia forestale, che, affetto da un cancro terminale, decide di cambiare in tutto e per tutto la propria identità per ingannare la morte, come fece un leggendario eroe della mitologia siberiana. "Memories of My Body" di Garin Nugroho, è un delicato e struggente racconto di un ballerino, dall'infanzia all’età adulta: la sensualità della danza, unita al violento clima sociale e politico in Indonesia, lo costringe a peregrinare da un villaggio all’altro, e a trasformare il suo corpo in un campo di battaglia.
 
"Memories of My Body" di Garin Nugroho
 
In gara anche l’attesissimo remake "Suspiria" di Luca Guadagnino con la musa ed icona queer Tilda Swinton, e "The Favourite di Yorgos Lanthimos", sulla rivalità amorosa, nell’Inghilterra del XVIII secolo, tra la duchessa di Marlborough e la cugina, per il cuore della Regina Anne. Ma durante la Mostra, in programma dal 29 agosto all’8 settembre, altri titoli LGBT si potrebbero aggiungere alla competizione.
 
La giuria del premio è composta dall'inglese Brian Robinson del British Film Institute, da Rita Fabbri, corrispondente di Radio Ca’ Foscari, e dall'attivista sloveno Jani Kuštrin. Da segnalare infine, tra i film fuori concorso, i capolavori restaurati della sezione Venezia Classici: "Morte a Venezia" di Luchino Visconti (1971), "A qualcuno piace caldo" di Billy Wilder (1959), "Il portiere di notte" di Liliana Cavani (1974), oltre ad un film tanto celebrato all’estero quanto misconosciuto in Italia: "El lugar sin límites" di Arturo Ripstein (1977), che vede protagoniste La Manuela, un travestito, e la Japonesita, sua figlia, nella complicata gestione di un bordello; il film rappresentò il Messico agli Oscar nella categoria miglior film straniero.