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Perseguita l’avvocato e finisce in carcere

Un kosovaro vittima dieci anni fa di un pestaggio accusato di stalking per il mancato risarcimento  

Da vittima di un brutale pestaggio a presunto colpevole di stalking nei confronti del suo avvocato responsabile - a suo dire - di non avergli fatto avere quel risarcimento di oltre 800 mila euro deciso dal tribunale civile. Minacce dirette e messaggi, tanto da indurre la procura, il maggio scorso, a chiedere e ottenere la carcerazione preventiva per Ismet Morina, kosovaro di 49 anni, di Fossalta di Portogruaro.

Ieri, nell’udienza davanti al gip per la richiesta di rinvio a giudizio, il giudi ...

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Da vittima di un brutale pestaggio a presunto colpevole di stalking nei confronti del suo avvocato responsabile - a suo dire - di non avergli fatto avere quel risarcimento di oltre 800 mila euro deciso dal tribunale civile. Minacce dirette e messaggi, tanto da indurre la procura, il maggio scorso, a chiedere e ottenere la carcerazione preventiva per Ismet Morina, kosovaro di 49 anni, di Fossalta di Portogruaro.

Ieri, nell’udienza davanti al gip per la richiesta di rinvio a giudizio, il giudice ha deciso di disporre una perizia psichiatrica per valutare la qualità delle facoltà intellettive, che potrebbero essere state compromesse nel pestaggio di cui è stato vittima, quasi dieci anni fa. Nel 2009 l’uomo fu brutalmente picchiato a colpi di spranga dai tre cugini Kastrati, Ilis, Bajram e Besnik, per vendicare la sorella di uno dei tre abbandonata - a loro dire - dallo stesso Morina che, una volta arrivato in Italia, si era costruito una famiglia con un’altra donna.

Una vendetta familiare per la moglie abbandonata in Kosovo, quindi, per la quale i tre cugini sono già stati condannati per tentato omicidio. Al processo penale seguì quello civile, conclusosi il 26 settembre dell’anno scorso, con una sentenza di risarcimento di 838 mila euro per, tra le altre cose, danno biologico permanente e danno per l’impossibilità di continuare a svolgere il lavoro di muratore. Il punto è che Morina, assistito nella causa civile da un’avvocatessa di Mestre, il risarcimento non lo ha mai visto - i cugini Kastrati, che nel frattempo avrebbero abbandonato l’Italia, sarebbero nullatenenti - e si è messo in testa che la responsabilità sarebbe proprio della donna. Nei mesi le sue sollecitazioni all’avvocatessa per ricevere i soldi sono diventate sempre più insistenti e moleste, dai messaggi sul telefonino, con riferimenti al cimitero, alle minacce fatte, di persona, in almeno quattro occasioni, tra l’8 e il 22 gennaio scorsi. Comportamenti che hanno spaventato la donna fino a chiedere l’intervento della polizia. E dall’ammonimento si è presto passati al divieto di avvicinamento. Ma poiché quando gli è stato notificato, a fine maggio, Morina ha continuato a minacciare l’avvocatessa anche di fronte agli agenti della polizia giudiziaria, l’uomo è stato arrestato. Ieri il suo avvocato, Luca Mandro, ha ottenuto dal gip, David Calabria, per valutare la capacità processuale e la capacità di intendere e volere di Morina, estesa alla pericolosità sociale su richiesta del pm. La parte lesa, che si è costituita parte civile, è difesa dal collega Jacopo Marchini. —