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I risultati dell'autopsia su Maila: massacrata di pugni

Gli esami confermano che Natalino Boscolo Zemello si è scagliato sulla moglie Beccarello con una furia cieca. Questa mattina nuovo sopralluogo nella casa dell’omicidio

CAVARZERE. Maila Beccarello è morta massacrata di pugni che le hanno provocato lesioni al torace, ai polmoni, alla testa, alle vertebre e sostanzialmente in tutto il corpo. Il marito Natalino Boscolo Zemello, nella notte tra martedì e mercoledì scorsi, si è scagliato contro di lei con una furia cieca, colpendola soprattutto di pugni, anche se non è possibile al momento escludere che, per ferirla, abbia usato anche qualche corpo contundente, ad esempio una sedia come ipotizzato in un primo mo ...

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CAVARZERE. Maila Beccarello è morta massacrata di pugni che le hanno provocato lesioni al torace, ai polmoni, alla testa, alle vertebre e sostanzialmente in tutto il corpo. Il marito Natalino Boscolo Zemello, nella notte tra martedì e mercoledì scorsi, si è scagliato contro di lei con una furia cieca, colpendola soprattutto di pugni, anche se non è possibile al momento escludere che, per ferirla, abbia usato anche qualche corpo contundente, ad esempio una sedia come ipotizzato in un primo momento, circostanza smentita però dalla ricostruzione dell’omicida davanti al giudice.

È questo l’esito dell’autopsia eseguita ieri dal medico legale Antonio Cirnelli sul corpo della povera ragazza, 37 anni, uccisa dal marito nella loro casa di Cavarzere una settimana fa. Una furia cui potrebbe aver contribuito – è ciò che stanno cercando di accertare le indagini – l’assunzione di cocaina da parte di Natalino Boscolo Zemello.

L’uomo, infatti avrebbe ammesso di fare uso di sostanze stupefacenti nell’interrogatorio sostenuto pochi giorni fa di fronte al gip, David Calabria, e al pm che coordina le indagini, Stefano Buccini, che lo accusa di omicidio volontario aggravato dal rapporto di coniugio e dalla particolare crudeltà messa in atto.

Ma quel che resta da chiarire è se Boscolo Zemello abbia assunto cocaina anche la notte dell’omicidio. Certo è che l’esito dell’autopsia smentisce le dichiarazioni rilasciate dal 35enne, ex pescatore originario di Sottomarina, con un’adolescenza violenta, che si trovava agli arresti domiciliari per il reato di estorsione. L’omicida, parlando della notte dell’omicidio, aveva sostenuto davanti al giudice: «Le ho dato solo due schiaffi e un pugno ma non le ho dato botte con la sedia». L’esito dell’autopsia, però, racconta di una violenza senza freni.

Questa mattina, se il tempo lo consentirà e non ci sarà pioggia, è previsto un nuovo sopralluogo nella casa di via Regina Margherita 13 cui parteciperanno i carabinieri di Chioggia, i militari della scientifica del comando provinciale e anche lo stesso medico legale Cirnelli.

Un sopralluogo che servirà, attraverso le macchie di sangue lasciate in casa e in giardino, per ricostruire le ultime ore di vita della donna, originaria di Santa Maria di Sala e che da quell’uomo violento si voleva separare. Proprio per evitare che il giardino e le pareti esterne della casa possano essere compromesse dalla pioggia, ieri i carabinieri della compagnia di Chioggia sono stati in via Regina Margherita per coprire con dei teli il giardino e le stesse pareti.

A scatenare la furia dell’uomo sarebbe stato un messaggio su Messanger arrivato sul telefonino di Natalino da parte di una donna dell’Est, messaggino mostrato da lui stesso alla moglie.

Un messaggio che lasciava intendere una storia, probabilmente virtuale visto che l’uomo era ai domiciliari. Maila, nonostante l’intenzione di separarsi, avrebbe reagito male, scatenando la furia dell’uomo, in casa e in giardino. Dopo averla picchiata l’uomo avrebbe portato la donna sotto la doccia, per cercare di farla riprendere, ma sotto la doccia potrebbe essere arrivata già priva di vita. —