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«Non sono riuscita a chiudere occhio»

CAVARZERE«Non sono riuscita a dormire tutta la notte, continuavo a pensare a Maila, al modo in cui è stata ammazzata». I vicini di casa sono quelli più colpiti dalla tragedia. «Sarebbe stato...

CAVARZERE

«Non sono riuscita a dormire tutta la notte, continuavo a pensare a Maila, al modo in cui è stata ammazzata». I vicini di casa sono quelli più colpiti dalla tragedia. «Sarebbe stato ingiustificabile anche se avesse usato una pistola ma così è veramente terribile. L’ha uccisa riempiendola di botte. Non riesco neanche a immaginare quanto possa aver sofferto. A Cavarzere ci s’incontra facilmente, il centro è piccolo e qui ci conosciamo tutti. Io e Maila ci incrociavamo quasi ogni giorn ...

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CAVARZERE

«Non sono riuscita a dormire tutta la notte, continuavo a pensare a Maila, al modo in cui è stata ammazzata». I vicini di casa sono quelli più colpiti dalla tragedia. «Sarebbe stato ingiustificabile anche se avesse usato una pistola ma così è veramente terribile. L’ha uccisa riempiendola di botte. Non riesco neanche a immaginare quanto possa aver sofferto. A Cavarzere ci s’incontra facilmente, il centro è piccolo e qui ci conosciamo tutti. Io e Maila ci incrociavamo quasi ogni giorno. Sono sconvolta per quello che è accaduto. Avevo intuito che ci fosse qualcosa che non andava, ma lei non ha mai detto nulla».

A Cavarzere sono tante le persone che conoscevano Maila. Alcune solo di vista, altre ci avevano scambiato alcune parole. Maila era una ragazza solare. «Io li conoscevo entrambi, abito poco distante da casa loro», racconta un’anziana. «Ho letto dei maltrattamenti che Maila ha subito negli anni ma non mi sono mai accorta di nulla. Mi dispiace tantissimo, è terribile: cose del genere non dovrebbero mai accadere. Forse, se lo avesse denunciato prima o se avesse chiesto aiuto ad amici e parenti si sarebbe potuta salvare, ma è facile parlare da fuori, quando queste cose ti capitano in prima persona tutto diventa più difficile». Pare che quasi nessuno tra i vicini sapesse dei maltrattamenti. Lei però in qualche modo aveva lanciato a suo modo un grido. A novembre 2016, sul suo profilo facebook, aveva pubblicato una foto; sullo sfondo uno dei suoi adorati cani e davanti una scritta: «No alla violenza sulle donne». —

M. R.