Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Femminicidio di Cavarzere: «Non l’ho uccisa, abbiamo litigato e Maila è caduta»

Natalino Boscolo Zemello in lacrime con il suo legale sostiene di essere stato aggredito e di aver reagito. «È scivolata e ha battuto la nuca in doccia» 

VENEZIA. «È stata Maila che per prima mi ha aggredito. È stata una lite che è finita male, non volevo ucciderla». Piange e si dispera Natalino Boscolo Zemello, ex pescatore 35enne di Sottomarina, da mercoledì sera in carcere a Venezia con l’accusa di omicidio volontario con una sfilza di aggravanti, a partire dal vincolo di parentela, per aver ucciso a botte Maila Beccarello, 37 anni, originaria di Santa Maria di Sala, sua sposa dal 2011. L’omicidio nella casa di Cavarzere dove lui stava sco ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

VENEZIA. «È stata Maila che per prima mi ha aggredito. È stata una lite che è finita male, non volevo ucciderla». Piange e si dispera Natalino Boscolo Zemello, ex pescatore 35enne di Sottomarina, da mercoledì sera in carcere a Venezia con l’accusa di omicidio volontario con una sfilza di aggravanti, a partire dal vincolo di parentela, per aver ucciso a botte Maila Beccarello, 37 anni, originaria di Santa Maria di Sala, sua sposa dal 2011. L’omicidio nella casa di Cavarzere dove lui stava scontando i domiciliari dopo una condanna a 20 mesi per tentata estorsione. Ieri mattina il 35enne ha incontrato il suo difensore, l’avvocato Andrea Zambon, a cui ha raccontato la sua verità.

All’alba di mercoledì la lite sarebbe iniziata in giardino. Futili motivi, pare, frutto di una convivenza diventata impossibile. Così ha riferito Boscolo Zemello al difensore, specificando che ad attaccare per prima sarebbe stata Maila. Difficile pensare a un’aggressione fisica vista la differenza di stazza: Maila una donna minuta, molto dimagrita e trasformata rispetto alle foto delle nozze nel 2011, Natalino un omone di un quintale e passa. È l’uomo a raccontare di aver dato alcuni colpi alla moglie, poi di averla spinta contro il muro esterno dell’abitazione di viale Regina Margherita. Dal naso e dalla bocca della donna avrebbe iniziato a uscire sangue. Di qui la spiegazione delle macchie sul muro. Boscolo Zemello, che ora ha una escoriazione sulla fronte (segno forse di Maila che si difendeva?) avrebbe portato la moglie al primo piano a lavarsi in doccia. È qui che la donna sarebbe caduta, battendo la nuca sullo zoccolo della doccia. A quel punto l’uomo avrebbe chiamato suo fratello e il 118, poi avrebbe portato la moglie in giardino, in attesa dei soccorsi. «Era ancora viva», ha riferito al legale. Boscolo Zemello smentisce di aver detto nella telefonata al 118 che aveva ammazzato la moglie. La prova è racchiusa nelle registrazioni della centrale operativa. Quando sono arrivati i soccorritori, ha ritrattato: «È caduta». Una versione, questa, che dovranno verificare i carabinieri della Compagnia di Chioggia, coordinati dal capitano Francesco Barone.

Cavarzere. Uccisa a botte dal marito: il luogo del delitto

Di certo la donna sanguinante è stata portata in doccia, il bagno è un mattatoio: ma era viva o morta? Quando è arrivato il 118, Natalino aveva solo gli slip. Alla vista dei carabinieri, non voleva aprire, tanto che i militari hanno dovuto forzare il cancello. Denunce di maltrattamenti presentate da Maila contro il marito non ce ne sono. Ma parenti, amici e conoscenti con il passare delle ore confermano che frequentemente, specie nell’ultimo periodo, vedevano la 37enne con i segni delle botte sul viso, magari mascherati da un trucco marcato, da grandi occhiali da sole o cappelli. Al suo avvocato, Boscolo Zemello ha raccontato che assieme a Maila aveva deciso di separarsi. Non prima di aver finito di scontare la detenzione domiciliare a fine anno. «Me ne dovevo andare appena avrei potuto, avrei lasciato lei nella casa», ha detto l’ex pescatore, negando gelosia o la paura di tradimenti e ribadendo che entrambi erano concordi che ognuno se ne sarebbe andato per la sua strada. Nessun passo ufficiale era ancora stato fatto. Ma suona come un monito il fatto che Maila, in uno dei suoi profili Facebook, aveva scritto di essere divorziata dal 3 ottobre 2017.

Oggi a mezzogiorno il gip David Calabria andrà in carcere a Venezia per l’interrogatorio di convalida. Sarà presente anche il pm Stefano Buccini. L’avvocato Zambon, che ha preannunciato la volontà del suo assistito di rilasciare dichiarazioni al giudice, punta alla riqualificazione dell’accusa da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale. Questo alla luce soprattutto della ricostruzione dei fatti fornita dall’indagato. Lunedì mattina, poi, il medico legale Antonello Cirnelli eseguirà l’autopsia sulla salma di Maila, a cui potranno partecipare gli specialisti nominati dalle parti. Un esame fondamentale anzitutto per capire quale sia stata la lesione mortale, se l’uomo l’abbia colpita solo con le mani o anche con altri oggetti (forse una sedia) e se la sua versione sia attendibile. Lui sostiene di aver alzato le mani con lei solo una volta, nel 2016. Poi solo qualche litigio, niente di più. All’alba di mercoledì, la tragedia. Maila è stata resa irriconoscibile dalle botte in volto. —