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Decreto ingiuntivo di Ca’ Farsetti «Non ci toglieranno i nostri soldi»

Il Comune sul piede di guerra: molti di quei progetti potevano muovere finanziamenti privati per milioni di euro

Un decreto ingiuntivo al governo. Per chiedere il versamento della cifra dovuta e prevista dalla convenzione già firmata: i soldi per i progetti già avviati del Piano delle periferie. Ca’ Farsetti prepara le contromosse, e l’Avvocatura civica ha già pronta una diffida da far recapitare a Palazzo Chigi.

«Quei soldi sono nostri», dicono in Comune, «il governo ce li ha dati e adesso non se li può riprendere». «Una cosa pazzesca, mai vista», scuote la testa il capo di Gabinetto del sindaco Morris ...

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Un decreto ingiuntivo al governo. Per chiedere il versamento della cifra dovuta e prevista dalla convenzione già firmata: i soldi per i progetti già avviati del Piano delle periferie. Ca’ Farsetti prepara le contromosse, e l’Avvocatura civica ha già pronta una diffida da far recapitare a Palazzo Chigi.

«Quei soldi sono nostri», dicono in Comune, «il governo ce li ha dati e adesso non se li può riprendere». «Una cosa pazzesca, mai vista», scuote la testa il capo di Gabinetto del sindaco Morris Ceron, «stiamo cercando di capire. Ma molti di quei progetti erano già avviati. E potevano muovere milioni di euro di finanziamenti privati».

L’elenco è lungo. E comprende venti grandi cantieri distribuiti sul territorio della Città metropolitana. Convenzione approvata alla fine dell’anno scorso dalla Città metropolitana, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della delibera del Cipe che stanzia va un finanziamento di 38 milioni 727 mila euro per la Città metropolitana. Cifra destinata ad aumentare di quasi venti milioni per i tanti progetti in parte finanziati da privati. Non soltanto un’idea, ma un piano ambizioso, che prevedeva lavori da concludere entro due-tre anni sotto la supervisione di Renzo Piano, la stella dell’architettura italiana che a Venezia era anche venuto per visitare i luoghi interessati alla riqualificazione, a cominciare da Marghera.

Tra i progetti già pronti, il potenziamento delle stazioni ferroviarie in prospettiva della linea Sfmr, di Porto Marghera, Portogruaro, Meolo, Fossalta e Musile di Piave, Ceggia, San Stino di Livenza, Mira-Mirano, con nuove pensiline, sottopassi pedonali e ciclabili, nuove banchine con l’abbattimento delle barriere architettoniche, ascensori.

Altro importante intervento adesso “congelato” quello di riqualificazione urbana a Spinea, con il recupero delle aree limitrofe alla linea ferroviaria, la ristrutturazione dell’ex Bocciodromo che dovrebbe diventare un centro socio-culturale per giovani e anziani.

Altri interventi di manutenzione urbana a San Donà (la Cantina dei Talenti), a Dolo (villa Angeli, che doventerà nuova sede della scuola di Enogastronomia), a Chioggia e Sottomarina (illuminazione led), a Concordia Sagittaria (restauro del palazzo del Cinema), a Portogruaro (bonifica dell’area ex Perfosfati, degradata da anni, e il parco archeologico).

Ventitré milioni 375 mila euro erano destinati dal Bando al Comune di Venezia. Servono per i lavori di rifacimento alla stazione di Marghera (metà del costo, circa 3,7 milioni in questo caso è a carico di Rfi) e per il suo restyling, vista la nuova importanza della fermata, che serve adesso anche la zona universitaria di via Torino e l’area di aziende e servizi sviluppata negli ultimi anni. Un intervento, dicono gli urbanisti, che ha anche lo scopo di “ricucire” le due parti di Marghera che sono tagliate dalla strada statale e dalla linea ferroviaria, con nuovi collegamenti ciclopedonali, ascensori e rampe.

Una parte importante dei fondi del Bando delle Periferie (circa 10 milioni) è destinato al palazzo ex Casinò del Lido e all’area antistante, in parte sistemata dopo anni di polemiche per il “buco” scavato a fine anni Duemila. Il nuovo PalaCinema da 100 milioni poi archiviato. Un progetto caro anche alla Biennale, perché in poco più di un anno con i fondi del Piano si dovrebbe recuperare l’edificio dell’ex Casinò, con nuovi impianti tecnologici di ultima generazione l’aumento della capacità ricettiva dei saloni. «Intervento indispensabile», lo aveva definito il sindaco Luigi Brugnaro, «per consentire lo sviluppo della Mostra del Cinema e potenziare la funzione dei congressi e dei pubblici spettacoli, in vista del rilancio dell’economia del Lido». Si perdono anche i finanziamenti per competare la Cittadella della Giustizia alla Manifattura Tabacchi (17 milioni) . Il grande progetto della riqualificazione delle periferie prevede anche il potenziamento del segnale alle stazioni di Mestre e Santa Lucia, con la concentrazione degli impianti dei vari gestori telefonici in un unico locale. In questo caso, la spesa di 270 mila euro del Bando (e altri 600 mila per i gestori) è indirizzata alla “sicurezza del territorio”.

Un milione e mezzo di euro è destinato anche al recupero dei Forti di Mestre e dei collegamenti fra le varie strutture del Campo trincerato, un sistema difensivo costituito di 12 fortificazioni costruite tra Otto e Novecento. Di queste, sette sono di proprietà del Comune: Forte Carpenendo, Forte Gazzera, Forte Manin, Forte Tron, Forte Mezzacapo, Forte Pepe e Forte Rossarol. Il progetto prevede di restaurare gli edifici e collegarli tra loro, affidandone la gestione alle associazioni. —

Alberto Vitucci

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