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Morto in barca a Valle Averto, mercoledì i funerali

L’addio a Giovanni Rampazzo, 76 anni, alle 16 nella chiesa di San Pietro. Il magistrato ha ordinato il sequestro del natante

CAMPAGNA LUPIA. «Mio papà era una persona prudente: da anni andava in laguna con la sua imbarcazione che aveva comprato una decina di anni fa. Quello che è successo è stata assolutamente una tragica fatalità». A dirlo è Martina Rampazzo, figlia di Giovanni “ Gianni” Rampazzo , l’uomo di 76 anni morto sabato scorso nella laguna sud di Venezia fra Giare di Mira e Valle Averto a Lugo di Campagna Lupia, poco distante dalla sua abitazione in via Amergo Vespucci al civico 1. Intanto i funerali si ...

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CAMPAGNA LUPIA. «Mio papà era una persona prudente: da anni andava in laguna con la sua imbarcazione che aveva comprato una decina di anni fa. Quello che è successo è stata assolutamente una tragica fatalità». A dirlo è Martina Rampazzo, figlia di Giovanni “ Gianni” Rampazzo , l’uomo di 76 anni morto sabato scorso nella laguna sud di Venezia fra Giare di Mira e Valle Averto a Lugo di Campagna Lupia, poco distante dalla sua abitazione in via Amergo Vespucci al civico 1. Intanto i funerali si terranno domani a Campagna Lupia.



La barca a fondo piatto di Rampazzo si è capovolta dopo che è stata colpita da un’onda anomala sabato pomeriggio. Il brusco movimento della barca provocato dall’onda ha creato il panico fra gli occupanti (che erano 5 e non 3 come previsto dal tipo di barca) che muovendosi hanno generato il rovesciamento del natante . Tutti gli occupanti, visto che l’acqua in quel punto non era alta, si sono messi in salvo ma Giovanni purtroppo non ce l’ha fatta. «Mio figlio, 17 anni», spiega Martina, «era a bordo dell’imbarcazione con la sua fidanzata , suo nonno, e altri amici di mio papà. Mi ha raccontato che tutto stava andando bene quando improvvisamente la barca si è capovolta e per mio papà non c’è stato nulla da fare . Siamo davvero sconvolti per quello che è successo, ma posso dire che mio papà non faceva imprudenze».

Giovanni Rampazzo, originario di Lugo di Campagna Lupia, si era spostato in provincia di Verona, a Montecchio, dove aveva un’azienda agricola con allevamento di polli e conigli. Nel 2008 è andato in pensione e si è ritrasferito a Campagna Lupia con la sua compagna Adriana. Intendeva passare gli anni della pensione vicino alla sua amata laguna. «Mio papà», racconta la figlia, arrivata da Verona alla notizia della tragedia, «ha sempre voluto passare gli ultimi anni della sua vita proprio nella terra dove era nato». Ieri i famigliari con il parroco di Campagna Lupia hanno fissato i funerali di Rampazzo per domani alle ore 16 nella chiesa di San Pietro. Giovanni lascia la compagna Adriana e 4 figli, oltre a tanti nipoti.

Sul fronte delle indagini, intanto, la barca è stata posta sotto sequestro dal pubblico ministero di turno, Giovanni Zorzi, per effettuare alcuni controlli. A provocare l’onda che ha fatto ribaltare la barca di Rampazzo sarebbe stata un’altra imbarcazione. Pare escluso che questo secondo natante abbia tagliato la strada al 76enne. Sostanzialmente impossibile identificare la barca, oltre che stabilire se la manovra che ha provocato l’onda sia stata pericolosa. Al momento è un incidente senza responsabilità penali. Di qui la firma del nulla osta da parte del pm. —