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Venezia, schiaffi e denunce al “Paradiso perduto”. Nuovi guai per il titolare

Parapiglia nel ristorante di Cannaregio gestito da Maurizio Adamo accusato di aver schiaffeggiato una cameriera e la moglie. Lui attacca: io preso per il collo

Carlo Mion
1 minuto di lettura
L'interno del ristorante Paradiso Perduto, a Cannaregio 

VENEZIA. Il tempo di festeggiare l’assoluzione dall’accusa di lesioni volontarie e minacce nei confronti di un cliente che Maurizio Adamo, 62 anni, titolare del famoso ristorante “Paradiso Perduto”, si ritrova in una vicenda finita prima in ospedale e poi in un commissariato di polizia. E ancora una volta tutto avviene all’interno del locale di Cannaregio. Sull’accaduto sta indagando la polizia che deve ricostruire i fatti partendo dalla denuncia di una ragazza.

Al momento ci sono almeno due persone che hanno presentato certificato medico. La vicenda si consuma venerdì sera. Per futili motivi Adamo inizia a discutere con una delle cameriere che lavorano nel locale. Una discussione che ben presto sale di tono.

A un certo punto, non si capisce perché, Adamo sferra due schiaffi alla ragazza. Continua la discussione ma lei non azzarda minimamente a reagire fisicamente. Alla scena assiste la moglie di Adamo che interviene per difendere la ragazza. L’uomo le dice di non intromettersi quando lei lo invita a smettere e di non alzare le mani sulla ragazza. Due parole ancora e anche lei viene raggiunta da un paio di schiaffi. Ne nasce un parapiglia.


Maurizio Adamo, il titolare del Paradiso Perduto e protagonista della vicenda 


Alla scena assiste un altro cameriere, piuttosto robusto, che interviene per difendere le due donne. Adamo non gradisce questa seconda intromissione. Sono attimi concitati e alla fine Adamo vola sul pavimento. Ancora qualche parola e il parapiglia termina.

Tutti annunciano denuncia, ma prima un passaggio al Pronto soccorso dell’Ospedale Civile. Quindi la ragazza si reca in commissariato a San Lorenzo. Sottolinea che il clima nel locale da tempo non era certo sereno: ha denunciato Adamo per lesioni e minacce.

Ora sarà la polizia, sentiti i testimoni, a ricostruire l’accaduto. Nel frattempo il titolare del “Paradiso Perduto” a sua volta si è tutelato presentando, pure lui, alla polizia un referto medico - pochi giorni di prognosi - denunciando il tentato omicidio a suo danno. Stando alla sua ricostruzione il cameriere e forse anche una delle due donne, lo avrebbe preso per il collo. Una situazione ingarbugliata.

Maurizio Adamo, è stato assolto venerdì della scorsa settimana dalle accuse di lesioni e minacce nei confronti di un cliente 48enne giordano. Stando al capo d’imputazione, il 17 marzo 2013 Adamo lo avrebbe spintonato fino a farlo cadere, prendendolo poi a calci con gli zoccoli e fratturandogli l’omero.

Nel corso della colluttazione avrebbe anche minacciato il giordano: «Ti ammazzo». Difeso dall’avvocato Matteo Garbisi, Adamo ha sostenuto nel corso del dibattimento di aver semplicemente allontanato dal locale quel cliente molesto, che disturbava le cameriere e gli altri clienti, negando però la violenza. Il 48enne aveva chiesto 40mila euro di danni. Anche il pm d’udienza ha chiesto l’assoluzione. —

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