Un centro per l’inserimento dei migranti

Il Comune chiede di trasformare il Cas di Moniego (che ospita 10 rifugiati) in Sprar: «La strada per l’integrazione»

NOALE

Noale dice sì allo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). La giunta comunale della città dei Tempesta ha approvato una delibera per aderire al servizio del Ministero dell’Interno per gestire i progetti di accoglienza.


Da un anno, a Moniego, è aperto un Centro d’accoglienza straordinario (Cas), gestito dalla Cooperativa Il Villaggio Globale e dall’associazione Karibu, che coordina anche le altre del territorio, dove ci sono dieci rifugiati. Per questo, nel documento approvato è inserita l’ipotesi di convertire il Cas in Sprar per tutti i dieci posti, ampliando l’accoglienza per lo stesso numero, orientandosi su quella per famiglie o di donne con minori.

Per quest’idea, il Comune, Il Villaggio Globale e Karibu inizieranno un dialogo sull’eventuale percorso che potrebbe scaturirne.

«Il progetto è all’inizio», spiega l’assessore al Sociale Gianni Zen, «e va ancora ben definito. C’è ancora molta strada da fare ma questo è il modo giusto per governare l’accoglienza nel territorio e non subirla, facendo fronte a emergenze che talvolta in altri Comuni si sono verificate creando disagi».

E dal municipio fanno sapere che dietro a questa scelta ci sono le certezze provenienti dallo Sprar d’accogliere dei rifugiati già riconosciuti come tali e in numero certo.

«Soprattutto il progetto è sostenibile», continua la sindaca Patrizia Andreotti, «per una corretta accoglienza e integrazione. A beneficio di tutti, ospiti e cittadini. L’adesione attiva anche la clausola di salvaguardia, ossia una condizione dove la Prefettura e il Ministero dell’Interno si orientano a non aprire dei Centri d’accoglienza straordinaria nel Comune aderente allo Sprar. I progetti sono seri, trasparenti, prevedono un percorso d’inserimento. Se adesso il dibattito internazionale è concentrato sulla difficoltà degli Stati europei a condividere in modo equo l’impegno sull’accoglienza di profughi provenienti dal sud del mondo, non si deve dimenticare che, qualunque sia il numero di ospiti da accogliere, sono inviati dalle Prefetture e dal Viminale nei diversi centri».

Il progetto, precisano in municipio, partirà solo in caso di approvazione e finanziamento da parte del Ministero dell’Interno. –



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