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Anziana con un figlio malato sfrattata per un affitto turistico

Mobilitazione per fermare l’esecuzione con la forza pubblica. Bottoni (Unione Inquilini): «Una situazione devastante e non è l’unico caso»

di Roberta De Rossi
1 minuto di lettura
La mobilitazione questa mattina davanti alla casa dell'anziana 

VENEZIA. Questa mattina, la polizia è chiamata alla Celestia di supporto all’ufficiale giudiziario, per sgomberare da casa un’anziana di 74 anni, che in quell’abitazione abita da 54, pagando regolarmente l’affitto. Il titolare è morto, gli eredi hanno venduto, l’affitto non è stato rinnovato e il nuovo proprietario - titolare di altri due appartamenti in locazione turistica - firmato il contratto ha subito chiesto di venire in possesso dell’immobile. Che l’anziana dovrebbe lasciare oggi.

"Difendiamo Venezia dagli speculatori turistici"


«Il problema è che il Comune - che pure con l’assessora Colle è un interlocutore disponibile - case vuote non ne ha», incalza la segretaria, «e l’Ater non interviene su quel migliaio di abitazioni nel comune, che necessitano di lavori di restauro e messa a norma. Poi c’è il problema della nuova legge, che proibisce di dare case sovradimensionate rispetto al numero degli inquilini. Giusto, ma in una situazione di emergenza come quella Veneziana si creano solo nuovi ostacoli davanti alla disperazione delle persone. Negli ultimi tempi l’emergenza ha subito una impennata impressionante: fino all’anno scorso gli sfratti per finita locazione quasi non esistevano, si trattava quasi sempre di sfratti per morosità. Poi ho capito: gli anziani proprietari che affittavano sempre agli stessi inquilini, sono morti e gli eredi mettono in vendita le case, sempre più spesso acquistate - come nel caso dell’abitazione della signora di 74 anni, che non deve in alcun modo andare sulla strada - per poi metterle sul mercato degli affitti turistici. —

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