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Occhi elettronici antiviolenza al Vanilla e ad Aqualandia

Presentato ieri il sistema digitalizzato di controllo facciale per evitare violenze Minacce di morte a Pareschi da alcuni clienti che ha allontanato dal locale

JESOLO. Non è l’occhio del Grande Fratello, ma il riconoscimento facciale attraverso un sistema digitalizzato che sarà introdotto alla discoteca Vanilla e all’attiguo parco a tema acquatico Aqualandia sarà la svolta in tema sicurezza a Jesolo.

Ieri mattina nella discoteca di proprietà di Luciano Pareschi il nuovo sistema di sicurezza è stato presentato con il partner Huawei Enterprise, rappresentato da Stefano Andreotti e Massimiliano Moser. Consentirà di riprendere all’ingresso tutti i clien ...

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JESOLO. Non è l’occhio del Grande Fratello, ma il riconoscimento facciale attraverso un sistema digitalizzato che sarà introdotto alla discoteca Vanilla e all’attiguo parco a tema acquatico Aqualandia sarà la svolta in tema sicurezza a Jesolo.

Ieri mattina nella discoteca di proprietà di Luciano Pareschi il nuovo sistema di sicurezza è stato presentato con il partner Huawei Enterprise, rappresentato da Stefano Andreotti e Massimiliano Moser. Consentirà di riprendere all’ingresso tutti i clienti del locale con un riconoscimento facciale a prova di riservatezza che registra i tratti somatici, distanza degli occhi, fronte e altri tratti distintivi, e identifica la persona conservandone i dati senza ledere la privacy in caso di necessità.

Un “database” privato per il locale che verrà utilizzato in casi di emergenza, come l’aggressione la scorsa estate a un ragazzo di Pianiga, Daniele Bariletti. Da allora Pareschi non si è mai dimenticato la terribile esperienza e con il partner cinese, colosso della comunicazione, ha studiato un sistema che negli Usa e altri Paesi del mondo è già impiegato dalle polizie. Grazie a una sofisticata applicazione, può essere programmato per individuare anche movimenti anomali quali furti, passaggi di oggetti o sostanze sospette, naturalmente atti violenti nella cornice di scontri e risse.

Il locale, che già pratica una ferrea selezione all’ingresso, in caso di reati consumati all’interno avrà un video a disposizione, che potrà essere reso disponibile alle forze di polizia. I responsabili, se torneranno nel locale, saranno immediatamente riconosciuti, segnalati e invitati a restare fuori. Ma Pareschi è andato oltre: «Dovrebbe essere adottato da tutti i locali, ora sarebbe arrivato il momento che le forze di polizia mettessero a disposizione anche nostra i loro dati su persone che delinquono e hanno precedenti per allontanarli ed evitare sanzioni e chiusure in forza di un’ingiusta responsabilità oggettiva che ci condanna nonostante non abbiamo colpe». In platea il sindaco, Valerio Zoggia, in prima fila sul tema della sicurezza a Jesolo, i carabinieri, quindi il dirigente del commissariato Marco Fabro che ha messo in guardia e informato sulle norme per le chiusure di locali.

Luciano Pareschi ha anche raccontato di aver ricevuto minacce di morte. Nei giorni scorsi alcuni clienti, della zona, sono stati allontanati dal gestore che poi ha chiamato i carabinieri. Li aveva invitati a non entrare al Vanilla perché a conoscenza dei loro trascorsi e temendo fossero arrivati per spacciare. Loro lo hanno minacciato addirittura di morte. «Non solo questo», ha raccontato, «le minacce sono state anche più subdole. Mi hanno avvertito che se l’anno scorso il mio locale era stato chiuso per 15 giorni, loro mi avrebbero creato seri problemi facendomelo chiudere per un mese. «La nostra severità», conclude, «è dettata dalla necessità di garantire i nostri ospiti, proteggerli da chi viene per delinquere e fare del male». —