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Protesta all’ex base Stop accoglienza a uno dei rivoltosi Il Tar conferma

Il nigeriano Nwaeke Desmond  aveva impedito il transito dei furgoni che portavano i pasti a Cona e vietato a 24 lavoratori di allontanarsi dalla struttura

chioggia. Il suo nome era finito tra quelli di coloro che avevano partecipato, lo scorso febbraio, alla rivolta per l’erogazione del pocket money (i 2,5 euro al giorno) tra i migranti ospitati nell’ex base di Cona. E proprio in virtù di quella sua adesione, Nwaeke Desmond, nigeriano, era stato destinatario del provvedimento prefettizio di revoca delle misure di accoglienza. Per ottenere l’annullamento del provvedimento, il nigeriano ha presentato ricorso al Tar contro il Ministero dell’Inter ...

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chioggia. Il suo nome era finito tra quelli di coloro che avevano partecipato, lo scorso febbraio, alla rivolta per l’erogazione del pocket money (i 2,5 euro al giorno) tra i migranti ospitati nell’ex base di Cona. E proprio in virtù di quella sua adesione, Nwaeke Desmond, nigeriano, era stato destinatario del provvedimento prefettizio di revoca delle misure di accoglienza. Per ottenere l’annullamento del provvedimento, il nigeriano ha presentato ricorso al Tar contro il Ministero dell’Interno. I giudici amministrativi, con la sentenza pubblicata ieri, hanno respinto il ricorso.

La Prefettura di Venezia aveva adottato la revoca dei benefici dell’accoglienza a carico di Desmond in base alla normativa che prevede questo tipo di provvedimento per chi si rende responsabile di «violazione grave o ripetuta delle regole delle strutture in cui è accolto». Nel caso specifico, tra il 27 e il 28 febbraio scorso, il nigeriano, assieme ad altri migranti, aveva impedito l’ingresso e l’uscita dei furgoni che portavano i pasti e della cisterna per il carico del gas, oltre che a 24 lavoratori di allontanarsi dalla struttura, prendendo inoltre parte a una manifestazione non autorizzata.

Nel ricorso il nigeriano sottolineava tra l’altro che il provvedimento sarebbe stato basato su addebiti generici e che nessuno gli aveva comunicato l’avvio dell’iter per la revoca. I giudici scrivono nella sentenza che «la gravità dei fatti e le ragioni di urgenza, in riferimento all’esigenza di tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica, giustifica la mancata comunicazione di avvio del procedimento», respingendo anche gli altri motivi del ricorso. Inoltre il Tar ha respinto il reclamo per il diniego del patrocinio a spese dello Stato, confermando dunque la decisione della commissione che si occupa della materia. —

Rubina Bon. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.