Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Brugnaro difende Paolo Costa e approva il Daspo per il degrado

La giunta :«Può essere espulso chi si lava i piedi in canale» Il sindaco in Consiglio ai sindacati: «Adesso trattiamo»

VENEZIA. «Il presidente del Porto e il suo predecessore saranno invitati qui in audizione. Bisogna smetterla di dire cose false su quello che è il nostro fiore all’occhiello. Una delle eccellenze della nostra economia». Il sindaco Luigi Brugnaro appare a sorpresa in Consiglio comunale. È il giorno del «Daspo» per chi non rispetta il decoro. In mattinata la giunta ha approvato il nuovo Regolamento di Polizia e sicurezza urbana che consente ai vigili di espellere dalla città «chi fa pediluvio ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

VENEZIA. «Il presidente del Porto e il suo predecessore saranno invitati qui in audizione. Bisogna smetterla di dire cose false su quello che è il nostro fiore all’occhiello. Una delle eccellenze della nostra economia». Il sindaco Luigi Brugnaro appare a sorpresa in Consiglio comunale. È il giorno del «Daspo» per chi non rispetta il decoro. In mattinata la giunta ha approvato il nuovo Regolamento di Polizia e sicurezza urbana che consente ai vigili di espellere dalla città «chi fa pediluvio nei canali, si sdraia per terra, consuma alimenti e beve al di fuori dei plateatici». Multe da 100 a 300 euro. E la possibilità di allontanare il turista. Provvedimenti che faranno discutere e che danno una svolta repressiva alla lotta contro il turismo selvaggio



Lungo colloquio a Ca’ Farsetti con l’ex presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa. E alla fine una chiara scelta di campo. In difesa dell’ex, in polemica con l’attuale presidente Pino Musolino che aveva presentato un esposto in Procura qualche mese fa. «Qualcuno ha parlato di 200 milioni di buco, ma è una falsità», attacca il sindaco, «i bilanci sono in ordine, e io voglio dirlo qui, di fronte al Consiglio. Il presidente Musolino non ha smentito notizie che parlavano di un pesante passivo. Lo faccio io. Perché il Porto è una realtà importante per la città. Gli investitori stranieri ci leggono, vanno rassicurati».



«Negli ultimi anni di crisi il presidente Costa ha investito 508 milioni in opere di cui adesso possiamo cogliere i frutti. Opera meritoria. Non permetterò che si getti fango su una persona che ha ben operato per la città perché non ricopre più la carica».



Brugnaro ne approfitta per punzecchiare Musolino sulla questione delle grandi navi. «A me le navi piacciono, portano posti di lavoro», dice, «vorrei sapere quali atti sono stati compiuti per dare attuazione al Comitatone del 7 novembre, cioè di studiare il nuovo terminal a Marghera. Sulle grandi navi faremo un dibattito pubblico».



«Abbiamo vinto in appello. Adesso chiedo di sederci al tavolo e ricominciare la trattativa. Per piacere basta con le denunce, le vignette, i titoloni, i volantini». Il sindaco annuncia che il Comune ha vinto in appello nella vertenza intentata dai sindacati Cgil, Uil, Diccap per la presunta «illegittimità» del contratto unilaterale firmato l’8 agosto scorso. In primo grado il Comune aveva perso».



Il sindaco annuncia anche un’altra sentenza favorevole sulla vicenda Casinò. «Il contratto non era illegittimo», dice , «e adesso basta con la magistratura. Il casinò è tornato in utile, di un milione e 200 mila euro. In controtendenza rispetto agli altri».



«Abbiano assunto, come da anni non succedeva», continua Brugnaro, «I vigili sono passati da 375 a 567. Per la sicurezza, il controllo del territorio. Adesso ne assumeremo di nuovi da mandare in braghe corte sulle spiagge».



Sempre sul fronte dei contenziosi legali, Brugnaro annuncia al Consiglio di aver vinto al Tribunale il ricorso contro Italgas. «Una parte delle entrate delle bollette», «spetta al Comune. Come una parte della proprietà della rete. Stiamo parlando di decine di milioni di euro». —