Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Pioggia e grandine in Riviera chiesto lo stato di calamità

I paesi più colpiti sono Camponogara e Dolo, ma tanti raccolti sono stati distrutti Mesi per risistemare tutto. Danni alle colture per oltre 250 mila euro 



Camponogara

Ci vorranno settimane, se non mesi, per far fronte ai danni provocati dal fortunale si è abbattuto in Riviera del Brenta, in particolare su Camponogara e Dolo.

Intanto la Cia, Confederazione Italiana degli agricoltori, sta valutando la possibilità di chiedere lo stato di calamità naturale. Si stima infatti che si sia persa la metà della produzione di mais e vigneti a causa della grandine. Complessivamente i danni alle strutture pubbliche e private sfiorano i 250 mila euro per tu ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter



Camponogara

Ci vorranno settimane, se non mesi, per far fronte ai danni provocati dal fortunale si è abbattuto in Riviera del Brenta, in particolare su Camponogara e Dolo.

Intanto la Cia, Confederazione Italiana degli agricoltori, sta valutando la possibilità di chiedere lo stato di calamità naturale. Si stima infatti che si sia persa la metà della produzione di mais e vigneti a causa della grandine. Complessivamente i danni alle strutture pubbliche e private sfiorano i 250 mila euro per tutto il comprensorio, solo a Camponogara 100 mila euro. Il sindaco Giampietro Menin prevede tempi lunghi per risistemare tutto: «Il forte vento», spiega, «ha abbattuto gli alberi, piombati sopra il parco e il muro della scuola elementare di Prozzolo e dei cimiteri di Camponogara, Calcroci e Prozzolo. Abbiamo stimato un danno superiore ai 100 mila euro che ci è stato confermato dai primi rilievi tecnici. Abbiamo avviato interventi di emergenza mettendo delle coperture alle strutture danneggiate, ma per i lavori di risistemazione ci vorranno diverse settimane, se non mesi».

A Dolo il maltempo ha colpito in particolare via Vego Scocco, via Arino, via Pionca e via Alture. Sono caduti decine di alberi, alcuni anche in piazza Cantiere di fronte al Naviglio e i lavori procedono spediti. «Stiamo lavorando di gran lena», spiega l’assessore Matteo Bellomo, «per mettere in ordine le zone colpite, speriamo in una settimana di rimettere tutto in ordine. La paura di un ritorno del tornado è stata tanta, visto che è capitato proprio l’8 luglio, ma stavolta fortunatamente si è trattato di un altro tipo di evento».

Ieri mattina Mira e Campagna Lupia, Vigonovo, Campolongo e Fiesso erano già riordinate, mentre a Stra, nel parco secolare di villa Loredan, sono caduti due alberi che saranno rimossi nel giro di qualche giorno.

In agricoltura però i danni sono tanti: «L’area colpita è a macchia di leopardo», spiega il presidente di Cia Venezia Paolo Quaggio, «I danni da grandine si stimano dal 30 al 50% per i vigneti, fino al 50% per il mais, dal 20 al 30% su soia». Cia ha segnalato ad Avepa Venezia (l’agenzia regionale per i pagamenti in agricoltura) le zone colpite, chiedendo un sopralluogo per valutare le perdite nel territorio . «È probabile», conclude Quaggio, «che chiederemo lo stato di calamità naturale per i danni avuti».

Una posizione più sfumata da Coldiretti. «I danni sono diffusi, ma non catastrofici in tutta la Riviera e il Miranese», spiega Fabio Livieri, ex sindaco di Campagna Lupia e funzionario Coldiretti nel miranese «Penso che sarà difficile ottenere in questo frangente lo stato di calamità».—