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Venezia e Mestre: 175 nuove telecamere per migliorare la sorveglianza

Il piano di installazione sarà completato entro il 2020. Saranno collegati anche finanzieri, pompieri e Suem

MESTRE. Occhi elettronici ovunque. Telecamere con registrazioni a 360 gradi posizionate nei luoghi sensibili della città e nelle zone calde della terraferma. Una rete elettronica che entro due anni, promettono in Comune, aggiungerà alle 166 telecamere esistenti altre 175, di cui 123 acquistate nuove, mentre le altre 52 sono quelle di Avm disseminate su pontili e parcheggi che saranno messe in rete con le altre.

Entro il 2020 quindi la città dovrebbe essere controllata con 341 telecamere. Per ...

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MESTRE. Occhi elettronici ovunque. Telecamere con registrazioni a 360 gradi posizionate nei luoghi sensibili della città e nelle zone calde della terraferma. Una rete elettronica che entro due anni, promettono in Comune, aggiungerà alle 166 telecamere esistenti altre 175, di cui 123 acquistate nuove, mentre le altre 52 sono quelle di Avm disseminate su pontili e parcheggi che saranno messe in rete con le altre.

Entro il 2020 quindi la città dovrebbe essere controllata con 341 telecamere. Per ora sicure sono le 52 di Avm e le 38 già finanziate con fondi Pon Metro.

Inoltre il “grande fratello” sarà messo a disposizione di tutte le forze di polizia dell’ordine e strutture di soccorso. Quindi i collegamenti saranno garantiti oltre che con i carabinieri e la polizia già esistenti, anche con guardia di finanza, vigili del fuoco e Suem.



Assessorato alla sicurezza, polizia locale con il supporto di Venis, hanno sviluppato il piano che andrà ad ampliare ed estendere il sistema di videosorveglianza della città, che comprende già 166 telecamere “dome” (registrano a 360 gradi), in previsione della realizzazione della Smart Control Room, l’avveneristica centrale operativa della polizia locale che sarà creata nella nuova sede del comando di polizia locale, quando questa sarà costruita al Tronchetto. Un progetto che vedrà, oltre all’acquisizione delle immagini delle 52 telecamere già presenti in alcuni parcheggi, biglietterie, fermate ed approdi di Avm, appunto la realizzazione di nuovi impianti per coprire aree prive di sorveglianza o integrare aree già parzialmente coperte. Soprattutto zone calde dello spaccio in terraferma e aree sensibili in centro storico. Inoltre saranno controllate le auto in entrata e in uscita da piazzale Roma. Infatti saranno lette le targhe delle auto in transito con la possibilità, se richiesto, di conoscerne i proprietari.

Il completamento del piano di videosorveglianza il comune prevede avvenga in due momenti diversi. Il primo, per un totale di quasi 500mila euro, consiste nel posizionamento di 38 impianti di sorveglianza ed è già finanziato. Con questo saranno posizionate 15 telecamere nell’area Via Piave, via Cappuccina e sottopassi ferroviari, 9 in area Marciana, altre 6 saranno collocate al Lido, 8 nella zona tra via dell’Elettricità e via Fratelli Bandiera. Per queste telecamere i lavorio dovranno iniziare nei primi mesi del 2019. Il secondo intervento, per il quale è stato chiesto il finanziamento al Ministero dell’Interno, per un totale di 1 milione e 131 mila euro, prevede l'installazione di ulteriori 85 telecamere sia in centro storico che in terra ferma.

«È un fatto storico per la città. Riusciamo finalmente a realizzare quanto avevamo promesso fio dal nostro insediamento», sottolinea Giorgio D’Este, assessore alla Sicurezza, «È stato un progetto sviluppato grazie alla polizia locale ma anche ascoltando i cittadini che ci hanno dato preziosi consigli su dove posizionare queste telecamere. Entra due anni la rete sarà completata e sarà pronta per essere gestita dalla sala operativa nella nuova sede del comando della polizia locale».

«Per il sindaco Luigi Brugnaro e per questa amministrazione la sicurezza è una priorità. Con questo ulteriore investimento», ha sottolineato il comandante della Polizia locale Marco Agostini, «riusciremo a realizzare un deciso passo in avanti nella direzione di monitorare l’intera Città lavorando in sinergia e collaborazione con le altre forze dell’ordine. Il progetto verrà completato per fasi entro l’autunno 2019 e ci consentirà di proseguire nelle azioni di prevenzione e di contrasto alla criminalità. È un progetto che ci consente di essere flessibili nel controllo delle aree calde, soprattutto in terraferma, anche in considerazione del fatto che molto spesso gli spacciatori si spostano in zone diverse quando si fa pressante la presenza delle forze di polizia».