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A Venezia il ferro di poppa della gondola tornerà presto al suo posto

Andrea Balbi, neopresidente della categoria dei gondolieri annuncia: «Rispettare le regole, il riccio tornerà». «Il concorso contestato per i sostituti? È stato tutto regolare»

Alberto Vitucci
2 minuti di lettura

VENEZIA. «Il ferro di poppa delle gondole sarà ripristinato, è giusto rispettare la tradizione. Ne abbiano discusso ieri nell’assemblea dei bancali, oggi partirà una lettera di sollecito a tutti i colleghi a rispettare il regolamento».

Andrea Balbi, 45 anni, è il nuovo presidente dei gondolieri veneziani e dell’assemblea dei bancali. Ci tiene a far vedere che sul rispetto delle regole la categoria è compatta. Qualche giorno fa è riesplosa la polemica sull’inizitiva spontanea di alcuni gondolieri di togliere il riccio, il ferro di poppa che fa parte integrante da secoli dell’addobbo della gondola.

A causa delle acque alte sempre più frequenti le gondole non passano sotto i ponti. perché contrariamente a quanto si crede non è la prua, ma la poppa la parte più alta dell’imbarcazione sull’acqua. All’inizio si era ideato un meccanismo mobile per togliere momentaneamente il ferro, stile teiera, poi il ferro «estraibile», costruito dai cantieri veneziani come quello di Franco Crea. Adesso però sempre più numerose sono le gondole «mutilate».

Via il ferro e anche una parte del legno di poppa, a volte segato senza tanti complimenti. Non una bella immagine agli occhi del mondo.

Dunque, presidente Balbi, il «riccio» sarà rimesso al suo posto, a poppa delle gondole.

«Certo, è un impegno. Sarà consentito di abbassarlo in condizioni di alta marea, non di eliminarlo. Molti traghetti come il Danieli e il Molo si sono già adeguati, adesso toccherà agli altri».

Al vertice della categoria da pochi mesi e un pacchetto di guai già arrivato sul tavolo. Come il concorso per i nuovi sostituti.

«Sinceramente non ho capito le polemiche e le cattiverie. Il concorso per sostituti gondolieri è stato fatto come doveva essere fatto. Abbiamo scelto di non fare l’esame in Canal Grande per la presenza di vaporetti, gondole, carovane di taxi. Ma tutto è stato perfettamente regolare».

Qualcuno ha osservato che sono entrati molti parenti di gondolieri.

«Questo non mi stupisce. È chiaro che loro si allenavano da mesi, magari nella barca del parente. Se volte posso dirvi anche chi parteciperà al prossimo. Ma non significa che ci siano state irregolarità».

Gondolieri categoria simbolo di Venezia. Qualche volta criticati per i loro comportamento.

«Cerchiamo, ripeto, di far rispettare le regole. Ma anche di lavorare per la nostra città. Le ultime iniziative riguardano offerte di beneficenza, giri in gondola per gli anziani, raccolta di fondi per i malati di tumore. Quando la città chiama, noi ci siamo».

Quale la prossima iniziativa?

«Saremo come sempre presenti a titolo gratuito al corteo delle autorità il giorno della Regata Storica, la prima domenica di settembre. Tra l’altro è un grande dispiacere che un campione come Igor, gondoliere come noi, non possa più vogare. Dispiaceva anche per Giampaolo D’Este e Ivo Redolfi Tezzat, altri gondolieri. Ma loro si sono ritirati. Igor invece sarà fermo per motivi di salute. Per la voga ha rappresentato molto».

Qual è l’emergenza della città?

«Beh il moto ondoso, sicuramente. In bacino San Marco onda zero funziona. Ma ci sono altri punti all’emergenza. Noi collaboriamo. L’apertura dei traghetti come la Dogana e il Carbon fanno da deterrente. Siamo a disposizione». —




 

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