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Mose, ancora spese da capogiro: 8,5 milioni per riparare il jack-up

Ancora spese per la nave attrezzata, costata 50 milioni e ferma da 6 anni, che dovrà trasportare le paratoie del Mose

VENEZIA. È costato 50 milioni di euro, e da sei anni non funziona. Azzoppato prima ancora di entrare in servizio. Adesso, per ripararlo, il Consorzio Venezia Nuova ha speso ben 8 milioni e mezzo di euro. Cifre da capogiro per l’ormai famoso jack-up, la nave attrezzata che dovrà rimuovere e trasportare le paratoie del Mose.

“Inventato” ai tempi d’oro del Consorzio pre-scandalo di Mazzacurati, autorizzato dall’ex presidente Cuccioletta, il jack-up era stato progettato dalla Technital, l’azienda ...

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VENEZIA. È costato 50 milioni di euro, e da sei anni non funziona. Azzoppato prima ancora di entrare in servizio. Adesso, per ripararlo, il Consorzio Venezia Nuova ha speso ben 8 milioni e mezzo di euro. Cifre da capogiro per l’ormai famoso jack-up, la nave attrezzata che dovrà rimuovere e trasportare le paratoie del Mose.

“Inventato” ai tempi d’oro del Consorzio pre-scandalo di Mazzacurati, autorizzato dall’ex presidente Cuccioletta, il jack-up era stato progettato dalla Technital, l’azienda veronese del gruppo Mazzi progettista del Mose, costruito dalla padovana Mantovani, azionista di maggioranza del Consorzio.

Nel progetto originario i jack-up dovevano essere addirittura due. Totale, oltre cento milioni di euro. All’Arsenale, a ridosso delle storiche mura e in piena laguna, erano state costruite anche banchine in cemento e guard-rail per ospitarli. Poi con l’arrivo dei commissari, il secondo jack-up era finito in archivio. Ed erano cominciate le laboriose operazioni di riparazione del primo, con lo spostamento in un cantiere specializzato di Ravenna.

Adesso, sei anni dopo, la grande nave gialla ormeggiata all’Arsenale, davanti ai bacini di carenaggio, comincia a viaggiare. Sono stati assunti un capitano e quattro uomini di equipaggio, e da qualche giorno il jack-up è in bocca di porto di Lido e sta effettuando «prove tecniche di sollevamento e di tenuta del sistema di posizionamento». Alla sua prima uscita, nel 2014, il motore era andato in avaria, e la grande gamba metallica di appoggio sul fondale aveva ceduto di schianto. Problemi anche di navigabilità, e così il collaudo non è mai arrivato.

Quattro anni e 8 milioni e mezzo di euro dopo, si riparte. Fino ad oggi tutte le paratoie già installate alle bocche di porto di Malamocco, Chioggia e Treporti (Lido Nord) sono state movimentate con una speciale «cavalletta» del gruppo Fagioli, noleggiata per l’occasione.

Adesso, a fine settembre, partiranno le operazioni per posare al Lido Sud le ultime 20 paratoie del sistema, composto da 78 paratoie. 21 sono già state installate alla bocca di Treporti, inaugurate nel 2014. Altre 18 a Chioggia, 19 ( di dimensioni più grandi, vista la maggiore profondità dei fondali) a Malamocco si dovrebbe concludere entro l’anno.

Intanto nelle altre bocche i tecnici del Consorzio sono alle prese con le tante criticità tecniche e difficoltà segnalate qualche mese fa con una lettera inviata al governo dai commissari. Tra queste la corrosione dei materiali, che saranno in parte sostituiti con altri di migliore qualità. La revisione di alcune parti delle cerniere. E la manutenzione di un sistema delicato, che vive sott’acqua.

Durante le ultime prove di sollevamento della schiera di paratoie a Treporti, alcune non erano tornate nei loro alloggiamenti sul fondale, nel frattempo riempiti i di detriti e materiali di risulta. Altre segnalano incrostazioni e alghe, con la difficoltà di riportarle in superficie.

Un sistema che ha bisogno di manutenzione continua, e dunque di finanziamenti cospicui. Venti i milioni preventivati per la manutenzione quando fu approvato il progetto, almeno 80-100 quelli previsti oggi. Una grana che adesso è passata al nuovo governo gialloverde.

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