«Positivo il rilancio dell’area ma serve un confronto pubblico Parco della Favorita alla città»

L’area dell’Ospedale al Mare va recuperata. Ma non si può continuare sulla strada dello sfruttamento immobiliare. E vanno evitate «figuracce e cialtronerie», come si è visto con la vicenda dei...

L’area dell’Ospedale al Mare va recuperata. Ma non si può continuare sulla strada dello sfruttamento immobiliare. E vanno evitate «figuracce e cialtronerie», come si è visto con la vicenda dei progetti mancati e del «buco» del piazzale del Casinò. Il comitato ambientalista «Altro Lido» dice la sua sull’annunciata operazione di rilancio dell’area ex Ospedale affidata a Cassa Depositi e prestiti. E avanza una serie di proposte. «Abbiamo chiesto la presentazione pubblica di tutti i progetti e la loro discussione», dice il portavoce Salvatore Lihard, «perché il recupero dell’area e il suo rilancio va inserito all’interno di uno scenario generale». Le altre richieste riguardano la restituzione ai cittadini del parco della Favorita, adiacente all’Ospedale al Mare; la vendita dell’ex Ginecologìa di proprietà dell’Asl, il cui ricavato va finalizzato al restauro del padiglione Rossi (il «Monoblocco») per rafforzare i servizi sanitari di distretto, compreso l’Ospedale di comunità al secondo piano, con l’attivazione della medicina di Gruppo Integrata.

Sì al rilancio, dunque, ma a precise condizioni. «Vogliamo creare una struttura sperimentale locale», dice Lihard, «che riesca ad essere luogo di interlocuzione e di ascolto, che possa raccogliere piani e progetti». Insomma cosa dovrà uscire da quell’area strategica lo dovranno valutare anche i cittadini. «Il rischio altrimenti», continua il Comitato, «è quello di una ulteriore generazione urbana ad opera dello Stato con i soldi dei risparmiatori di Cassa depositi e Prestiti». I precedenti progetti di valorizzazione» allora messi sul piatto da Est Capital e finanziarti dalle imprese del Mose, con la benedizione e i poteri straordinari del commissario, non sono un buon viatico. I comitati hanno combattuto per anni progetti che andavano nella direzione di una speculazione immobiliare evidente.


«Adesso il futuro dell’isola», dicono, «dipende in larga parte da questa operazione». Che dovrà prevedere però l’uso pubblico del teatro Marinoni, dell’area della Favorita e la loro restituzione alla comunità. Anche il recupero degli edifici esistenti, che certo non potranno essere abbattuti, dovrà essere fatto con un «progetto di riqualificazione equilibrato e misurato». Il 31 marzo scorso il Comitato aveva presentato al Comune una proposta di Piano degli interventi per il Lido. «Un’isola che perde residenti, dai 21.181 abitanti del 1981 ai 16.610 del febbraio 2017, con un indice di invecchiamento pari al 30,7 per cento, il territorio del Comune più vecchio. Ci sono aree e edifici abbandonati, adesso c’è l’occasione di ripartire». Ma dicono i comitati si dovrà fare attenzione.

Alberto Vitucci

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