Ex ospedale al mare il nodo dei padiglioni

Vincolati dalla Soprintendenza, ma in parte sono da abbattere 

La previsione è che il doppio resort del lusso da 530 stanze che Club Mediterranée e Th Resorts gestiranno all’interno dell’ex Ospedale al Mare, possa essere pronto entro il 2021, ma molto dipenderà ora dal progetto esecutivo dell’intervento che sarà predisposto nei prossimi mesi per l’immobile posseduto da Cassa Depositi e Prestiti. E da come sarà valutato dalla Soprintendenza veneziana, soprattutto per quello che riguarderà la sorte di diversi ex padiglioni sanitari, che sono ormai in stato di evidente fatiscenza e puntellati, ma che risultano ancora vincolati sotto il profilo architettonico e paesaggistico. Il progetto in via di elaborazione prevederebbe per alcuni di essi l’abbattimento, così come per il Monoblocco del Distretto Sanitario, su cui però c’è già l’accordo con l’Ulss 12 e che verrà poi ricostruito nelle vicinanze, nell’area dell’ex lavanderie. E la questione è intricata, perché c’è già agli atti un parere della precedente soprintendente, l’architetto Renata Codello, che in Conferenza di Servizi – al tempo del precedente progetto di riuso dell’ex Ospedale al Mare, a fini turistici presentato da EstCapital (che aveva poi rinunciato all’operazione), quando a “governare” il Lido dal punto di vista urbanistico era l’allora commissario governativo Vincenzo Spaziante – aveva dato parere favorevole all’abbattimento di alcuni padiglioni, proprio perché fatiscenti.

La Variante urbanistica che prevedeva quell’intervento è ancora pienamente in vigore – compreso l’abbattimento dei padiglioni – ed è da lì dunque che si dovrà ripartire per la nuova Variante relativa al progetto dell’ex Ospedale che non prevede più, come allora, residenze turistiche, ma appunto due resort di lusso per famiglie.


A decidere stavolta sarà il successore dell’architetto Codello nella carica, la nuova soprintendente Emanuela Carpani. I padiglioni per i quali si prevedeva l’abbattimento erano diversi, soprattutto nella parte interna e nel lato nord e anche alcuni di quelli nelle vicinanze del cimitero, pesantemente puntellati proprio per il degrado avanzato. Chi non ha dubbi sulla bontà del progetto di Cassa Depositi, Th Resorts e Club Mediterranée, coordinato per conto del Comune dall’Agenzia Sviluppo Venezia presieduta da Beniamino Piro – è invece il Comune, con il sindaco Luigi Brugnaro che ieri ha commentato il via libera all’accordo preliminare sul riuso dell’ex Ospedale al Mare. «Cassa depositi e Prestiti e operatori importanti ci hanno dato fiducia», ha detto Brugnaro, «siamo contenti del risultato dopo un lungo lavoro lungo in silenzio. Voglio ringraziare anche l’Usl 3 Serenissima perché ha dato il suo consenso ad operazione molto complicata. Nel frattempo abbiamo messo a gara l’aeroporto. Il rilancio del Lido è una realtà, quindi. L’Ospedale al Mare riaprirà nove mesi l’anno e questo darà vitalità all’isola e avrà più senso anche lo sforzo sul trasporto pubblico. Oggi tra l’altro abbiamo avuto un’altra proposta, di cui siamo contenti, per realizzare casa per anziani autosufficienti in una ex colonia vicino al golf club. Si ispira alle migliori pratiche del welfare europeo». Si tratterebbe dell’ex colonia marina dell’Inpdap, un complesso di 8500 metri quadrati ripartito su tre edifici e costruito negli anni Sessanta. Il piano di fattibilità per il riuso del complesso già commissionato dall’Istituto nazionale di previdenza e assistenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica – che ne detiene la proprietà – ipotizzerebbe la possibilità di ricavarne 170 posti-letto con una ristrutturazione. Il progetto di residenze per anziani era stato preso in considerazione anche da Cassa Depositi e Prestiti per l’ex Ospedale al Mare e poi scartato a favore della scelta di tipo alberghiero, pur mantenendo un’area destinata alla salute e al benessere.

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