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A Mestre trecento fischietti colorati per difendere la sicurezza

Strategie fai-da-te di autodifesa: distribuiti ai residenti per poter dare l’allarme in caso di necessità. Affissi anche manifesti con i numeri utili

di Marta Artico
2 minuti di lettura

MESTRE. Trecento braccialetti colorati con attaccato un fischietto per avvertire i vicini, i residenti e le forze dell’ordine che sta accadendo qualche cosa che non va: l’occupazione abusiva di un appartamento o un furto. Il metodo fai-da-te è stato adottato in Rione Pertini dal comitato di quartiere: ieri l’annuncio davanti alla Commissione sicurezza qui riunita su richiesta proprio dei residenti e la distribuzione ai residenti. Diffuso anche un ciclostilato, appeso nei punti centrali del quartiere, con i numeri utili da chiamare in caso di pericolo e le situazioni a rischio.



I fischietti si possono attaccare al polso o alla borsetta. «La situazione è migliorata» ha spiegato Giorgio Rocelli, portavoce del Comitato Quartiere Pertini rivolto alla commissione presieduta da Enrico Gavagnin alla presenza dell’assessore alla Sicurezza, Giorgio D’Este, «ma abbiamo spazi aperti e non si sa mai: il fischietto può essere utile a chi porta in giro gli animali o fa una passeggiata la sera».

Prosegue: «Stiamo uscendo da una situazione difficile in cui siamo stati sotto assedio da parte di abusivismo violento degrado e spaccio. Buttavamo giù una porta, trovavamo i bambini davanti, gli occupanti ovviamente rimanevano là e poi si consumava per tutti il dramma di averli nel caseggiato. L’ultima volta che siamo andati a buttare giù una porta, affittavano camere e i bambini non c’erano più. In un appartamento occupato e chiuso con una catena, la persona all’interno si era messa a fare il grossista, tanto che su Facebook c’è la pagina con nome, cognome, l’attività di compravendita e la sede nell’appartamento occupato di via Camporese 15. La parola d’ordine era “paura”. C’erano anziani che avevano messo i mobili davanti alle finestre e Paolo che gli portava la spesa».



Rocelli ha spiegato i passi in avanti fatti, ringraziando le forze dell’ordine, ma ha anche sottolineato che c’è molto da fare sotto il profilo del degrado. «Ci siamo attrezzati, ma c’è altro da fare. Vorremmo un’area cani (avremmo individuato il posto esatto), vorremmo più decoro, ci piacerebbe fosse realizzata un’area ecologica con una telecamera dedicata e ancora murales per abbellire alcuni edifici. Abbiamo la necessità di un park scambiatore non a ridosso delle abitazioni e possibilmente che fossero ridipinte le case marroni di Insula».

E poi dissuasori e potenziamento dell’illuminazione. Rocelli ha consegnato ai presenti l’esposto alla Procura sulle case occupate e segnalato al commissario Gianni Franzoi l’elenco delle abitazioni, con qualche appartamento depennato dalla lista e riportato alla legalità.

«Abbiamo chiuso gli appartamenti occupati, ma non è questa la soluzione, vanno ristrutturati, riconsegnati alla comunità e va rimpinguato il quartiere di giovani, di chi paga affitto e condominio». L’assessore alla Sicurezza ha spiegato che la situazione è sotto controllo, promettendo nuove telecamere nella piazza. Franzoi ha escluso, spaccio e droga.

Tra gli interventi anche quello di Armando Cancellada, guardiano di 6 appartamenti vuoti. A turno i consiglieri si sono complimentati con i residenti. Stessa lunghezza d’onda per Lega e 5 Stelle, che hanno chiesto l’assegnazione degli appartamenti vuoti.

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