Un giovane si tuffa dal pontile ricoverato in prognosi riservata

Jesolo. Il ventunenne si è lanciato in acqua nella spiaggia all’altezza di piazza Mazzini nonostante i cartelli di divieto procurandosi un trauma cervicale. Rischia la paralisi. È il primo caso dell’anno 

JESOLO. Tuffo dal pontile, un 21enne turista straniero rischia la paralisi. È il primo caso grave di questa stagione estiva solo agli inizi. Il giovane, in vacanza al lido, è stato vittima di un tuffo spericolato dal pontile lungo la spiaggia nella zona di piazza Mazzini, verso le cinque del pomeriggio. Ha subito un trauma cervicale importante ed è ora ricoverato sotto osservazione in prognosi riservata. Rischia la paralisi, ci vorranno alcuni giorni per capire quali saranno le conseguenze del trauma.

Nonostante le polemiche e le foto in rete di questi tuffi spericolati, il primo caso dell’estate si è già verificato, aggiungendosi ai numerosi degli anni passati, ben quattro solo l’anno scorso. Il 21enne è stato soccorso da alcuni bagnanti, poi trasferito d’urgenza al pronto soccorso di Jesolo e poi all’ospedale di San Donà.


Ma al lido è già polemica per la pericolosità dei pontili e di questi tuffi in barba ai divieti. Già a maggio Daniele Bison della civica Jesolo aveva diffuso in rete alcune foto impressionanti di turisti che si tuffavano dai pontili davanti ai cartelli che indicano il divieto. «Non possiamo criminalizzare o gridare alla chiusura dei pontili», dice Bison, «perché sarebbe come chiudere le strade perché si verificano gli incidenti. I pontili o dighe in legno al lido sono parte della nostra realtà turistica. Da decenni i bagnanti vi passeggiano o si sdraiano a prendere il sole».

«L’unica soluzione è una campagna forte», aggiunge, «cartelli ancora più evidenti anche con foto di quelle che possono essere le conseguenze di un tuffo in acqua così bassa. E poi sanzioni severe delle forze di polizia a chi viene sorpreso a tuffarsi. Noi abbiamo una nostra idea in merito e possiamo parlarne al Comune e gli stabilimenti o le società partecipate per coinvolgere la città. Siamo a disposizione per aiutare la città a guarire questa piaga tremenda».

L’artista jesolano Carlo Pecorelli ha provocatoriamente posato una statua di padre Pio sulla spiaggia e alla sommità di un pontile. Una performance per denunciare questa piaga e la pietà del santo verso chi ha perso l’uso delle gambe o addirittura la vita per un’imprudenza tragica. In questo giorni l’artista ha ripetuto la performance sulla spiaggia di Jesolo lido come monito severo e per esprimere la pietà del santo nei confronti di chi per un gioco ha visto rovinata la sua vita per sempre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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