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Bilancio in salute per la Biennale di Venezia: 4,4 milioni di euro

Chiuso il consuntivo 2017. L’ente si autofinanzia per il 55 per cento dei costi. Effetto traino dalla Mostra di Arti Visive

di Enrico Tantucci
2 minuti di lettura

VENEZIA. Bilancio in grande salute per la Biennale, che ha chiuso il consuntivo 2017 con un utile di esercizio che sfiora i 4 milioni e 400 mila euro, avendo oltretutto accantonato altri 900 mila euro nel proprio fondo rischi. Merito soprattutto del «traino» della Mostra internazionale di arti visive, che ha registrato un incremento del 23 per cento dei visitatori rispetto all’edizione di due anni prima e che ha invertito i dati del 2016 che avevano visto - nell’anno della Biennale Architettura, che, pur in crescita, non ha ancora lo stesso fascino - invece un passivo di circa 2 milioni e 950 mila euro. I ricavi per la sola Mostra di Arti Visive rispetto alla precedente sono superiori per circa 6 milioni di euro.

Le entrate proprie della Biennale nell’ultimo anno hanno coperto ormai il 55 per cento del valore complessivo della produzione della Biennale. Un dato veramente notevole per un’istituzione culturale, se si pensa che ad esempio che una fondazione lirica all’avanguardia in Italia come la Fenice, arriva al 38 per cento della quota di autofinanziamento rispetto ai contributi pubblici che riceve.

Rispetto al 2016 i ricavi complessivi della fondazione guidata da Paolo Baratta sono cresciuti di quasi 13 milioni di euro, passando da poco meno di 34 a oltre 46 milioni e 300 mila euro.

Aumentati notevolmente anche i contributi pubblici per la Biennale nel 2017 rispetto al 2016, passati da poco più di 18 milioni di euro a 21 milioni e 650 mila, con quasi 3 milioni di euro in più riservati al settore Cinema.

Ma il bilancio «a fisarmonica» della Biennale prevederà per il 2018 una perdita di esercizio dovuta proprio alla mancanza della Mostra di Arti Visive, sostituita da quella di Architettura.

Ma la Biennale ha già accantonato riserve per 5 milioni e 700 mila euro circa, proprio per fare fronte a questa situazione. La Biennale ha ormai un patrimonio netto - cresciuto di circa 4 milioni nel 2017 - che sfiora i 40 milioni di euro. Cresce intanto il costo del personale che secondo la relazione al bilancio del Collegio dei Revisori dei Conti è aumentata di oltre 900 mila euro (con una crescita di oltre il 14 per cento) rispetto al 2016.

Le tabelle allegate al bilancio, rispetto al personale, indicano al lordo per il direttore generale un costo medio mensile di circa 20.500 euro.

Per i sei dirigenti dell’ente di circa 15 mila e 200 euro. Per gli 11 quadri di circa 7500 euro. E per i 73 impiegati infine un costo medio mensile di poco inferiore ai 4200 euro. Per quanto riguarda invece gli investimenti su spazi e strutture che la Biennale ha continuato a fare in questi anni, le somme messe a disposizione dalla Legge Speciale per Venezia ammontano complessivamente a poco meno di 24 milioni di euro, a cui si aggiungono altri 7,8 milioni di euro stanziati dal Ministero dei Beni Culturali con il contributo “Grandi progetti beni culturali”, utilizzato quasi interamente per interventi sull’Arsenale.

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