A Venezia via libera alla ricerca della terza colonna. Il 21 si decide la data

Supporto all’iniziativa da esercenti e gondolieri del Molo. Le ricerche avverranno di notte per non disturbare

VENEZIA. Ultimi passaggi burocratici per l’avvio dei lavori di ricerca della Terza colonna sotto il selciato di Piazza San Marco, che dovrebbero partire entro l’estate. Nella giornata di ieri, la Conferenza dei servizi del Comune di Venezia ha affrontato la fase istruttoria relativa alla messa in opera del progetto, prima dell’ultima riunione prevista per il 21 giugno, che fisserà il definitivo crono programma dei lavori.

Il progetto, che porta la firma del suo promotore, Roberto Padoan - con lo staff di tecnici e di archeologi che lo affiancherà nella ricerca del mitico manufatto che si sarebbe inabissato di fronte al molo di San Marco, nel 1172, mentre veniva portata a riva come quelle esistenti del Todaro e di Marco - è stato ampiamente valutato da tutte le componenti della società lagunare, dai gondolieri agli esercenti, dal Porto di Venezia ai vari soggetti tecnici e imprenditoriali presenti in città, compresa naturalmente la Soprintendenza veneziana, che ha già dato il suo via libera alle ricerche.


Il consenso viene anche dal fatto che per la prima volta sarà possibile procedere nel lavoro di ricerca del manufatto senza alcuna conseguenza negativa per la statica della pavimentazione di San Marco e per gli straordinari monumenti che ospita.

Grazie, in particolare, alle tecniche non invasive di sondaggio che il gruppo guidato da Padoan - e che comprende tra gli altri anche gli archeologi Luigi Fozzati e Marco Bortoletto - è in grado di attivare.

A cominciare dalla tomografia elettrica che consentirà di individuare anche visivamente le masse sepolte nel fango anche ad una decina di metri dalla superficie.

Grazie ad una tecnologia brevettata dallo stesso Padoan che permette la chiarificazione delle acque, rendendole trasparenti allo sguardo. Ciò significa che se la colonna è esistita - ed è scomparsa, secondo i cronachisti, nel limo agli inizi del dodicesimo secolo durante le operazioni di scarico, sarà possibile rilevarne l’effettiva presenza.

Giovedì prossimo, ultimo passaggio preparatorio in occasione di una Conferenza dei servizi conclusiva che si spera chiuda positivamente come è avvenuto per la fase istruttoria. Da qui alla firma del Comune affinché si avviino le ricerche dovrebbe correre davvero poco tempo.

I sondaggi avverranno di notte e non disturberanno la fruizione della Piazza da parte dei cittadini e dei turisti. Già individuati anche gli sponsor, non ancora resi noti, che finanzieranno la ricerca, che non avrà alcun costo per il Comune, che metterà a disposizione solo l’area e che spera anche di ricavare informazioni significative sulle condizioni dei sottoservizi della zona.

Sono state avviate in questi giorni non a caso delle indagini con tomografia elettrica di fronte alla “Porta della carta” per avere maggiori indicazioni sulle preesistenze (vecchi cunicoli, pozzi) e sottoservizi nel sottosuolo.

Indagini necessarie in quanto il progetto di salvaguardia del Nartece prevede l’installazione di 5 valvole che consentono di scollegare il cunicolo perimetrale (che sarà inoltre restaurato) dalla rete ed impedire così la risalita delle acque alte. Saranno anche inserite delle pompe di svuotamento per evitare che il Nartece sia allagato dalla pioggia in caso di coincidenza di acque alte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Video del giorno

Come mantenere i muscoli tonici: gli esercizi per rallentare la sarcopenia

Gazpacho di anguria, datterini e fragole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi