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A 99 anni vuole avere ancora la patente

Guerrino Moretto, scrittore e sommelier, si è fratturato la spalla: «Non posso fare a meno di guidare»

PORTOGRUARO. Patente a rischio. Lotterà con tutte le sue forze, ma sarà difficile raggiungere l’agognato obiettivo, quello del rinnovo. Guerrino Moretto, pensionato, ma soprattutto scrittore e sommelier di 99 anni, compirà 100 anni il 21 luglio 2018, giorno in cui scadrà la sua patente. È nato a Chions il 21 luglio 1918. Pochi giorni fa però è caduto malamente e si è fratturato la spalla, e vuole guarire in fretta.

L’obiettivo, infatti, è quello di ottenere il rinnovo del permesso di guida ...

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PORTOGRUARO. Patente a rischio. Lotterà con tutte le sue forze, ma sarà difficile raggiungere l’agognato obiettivo, quello del rinnovo. Guerrino Moretto, pensionato, ma soprattutto scrittore e sommelier di 99 anni, compirà 100 anni il 21 luglio 2018, giorno in cui scadrà la sua patente. È nato a Chions il 21 luglio 1918. Pochi giorni fa però è caduto malamente e si è fratturato la spalla, e vuole guarire in fretta.

L’obiettivo, infatti, è quello di ottenere il rinnovo del permesso di guida che scade proprio il giorno del compimento del secolo di vita, evento più unico che raro. Nei giorni scorsi è stato festeggiato a Moglianoo per la sua attività di sommellier, e non intende smettere.

«E perché dovrei? Cerco di fare più cose possibili». Non ditegli che ha 99 anni, potrebbe anche offendersi. Nella sua abitazione di viale Venezia, a Borgo Sant’Agnese, prosegue la sua convalescenza.

«Questo infortunio proprio non ci voleva», continua, «ci vedo ancora bene, ma obiettivamente non so se riuscirà a ottenere il rinnovo del permesso di guida. Io comunque ci provo».

Guerrino Moretto è assistito dalla figlia e da una collaboratrice, ma solo per le piccole cose, in quanto è bloccato con il braccio destro. Per il resto adopera il computer, manda le mail e continua a coltivare la passione di sempre, quella per la scrittura e la sua poesia. Utilizza il suo profilo Facebok per conversare con gli amici e i conoscenti: tra questi ci sono numerosi ammiratori. Ha racchiuso la storia della sua vita in “La stella di Denis”.

Una storia fatta di sofferenza. Nativo di Chions, ancora quando non era conclusa la Prima guerra mondiale, non fu riconosciuto dal padre, e, dopo una trasferimento a Torrate, sempre in provincia di Pordenone, venne portato al Centro Calasanzio, gestito all’epoca dal futuro cardinale Celso Costantini, che ebbe persino modo di incrociare.

Venne affidato a una famiglia di Teglio Veneto, dove crebbe in salute, imparando il friulano che si parla nel piccolo comune veneziano di confine.

«Nel giorno di San Marco, era festa al villaggio. Era abitudine», si legge nel suo libro “La stella di Denis”, «che tutti si spostavano, chi a piedi, chi con l’asino, in una zona denominata “Parz”’: erano prati, senza case e strade, adibiti a pascolo». Mentre parla del libro guarda un po’ la televisione, bloccato dalla frattura che lo tiene inchiodato e desideroso comunque di tornare attivo. Per questa patente, dunque, Guerrino Moretto ce la farà? «Chissà», risponde ancora. I suoi estimatori sperano di sì. Rosario Padovano