Danni in bocca per 50 mila euro, a processo un falso dentista

Venezia, l’odontotecnico aveva sostituto la protesi a una anziana, utilizzando lo studio di un vero medico. È accusato di lesioni colpose: ieri in aula il giudice ha ascoltato il racconto della vittima

VENEZIA. Dal 2011 al 2014 la paziente, una veneziana che oggi ha 75 anni, si era sottoposta alle cure di un dentista consigliatole da un amico per la sostituzione di una vecchia protesi dentaria. Ma l’intervento le aveva dato parecchi problemi e quello che lei credeva essere un dentista - Maurizio Doria, moglianese di 69 anni (avvocato Carlo Favaro) - non era riuscito a risolvere. L’anziana era così tornata nello studio a Cannaregio, ma aveva trovato chiuso. Definitivamente. La dentiera le faceva molto male e la paziente aveva già liquidato tutta la parcella.

Decisa ad avere giustizia, la donna si era rivolta agli avvocati Augusto Palese e Gian Luca De Biasi. La visita specialistica e medico legale aveva chiarito che la protesi non era sufficientemente stabile, né congruente con i monconi sottostanti. Per questo la paziente era stata esposta per mesi ad infiltrazioni, carie, rammollimento dei moncini, compressione delle papille e dei margini gengivali, con tutte le conseguenze del caso sulla qualità della vita.


Così in un primo tempo la paziente aveva sporto querela contro il titolare dello studio che le aveva consigliato l’amico. Nel corso delle indagini preliminari, il colpo di scena: quello che la donna credeva essere il dentista, si rivelava essere semplicemente un odontotecnico, quindi una figura professionale non autorizzata a operare direttamente sui pazienti. L’odontotecnico si era offerto di vendere lo studio di un amico dentista, nel frattempo andato in pensione. Ma lui nel frattempo aveva continuato ad esercitare nell’immobile, lasciando credere alla clientela di essere un vero dentista.

Solo all’esito di un riconoscimento fotografico negli uffici della polizia giudiziaria, la paziente riconosceva il volto dell’uomo che le aveva installato l’impianto protesico, consentendo agli inquirenti di identificarlo nella persona di Maurizio Doria e al pubblico ministero Giorgio Gava di ottenere il rinvio a giudizio per il reato di lesioni colpose, con parallelo procedimento per esercizio abusivo della professione medica.

La donna si è costituita parte civile con gli avvocati Palese e De Biasi per il risarcimento dei danni che ammontano a circa 50mila euro, posto che era dovuta in seguito ricorrere all’opera di altri professionisti per rifare la protesi. Nel corso dell’udienza di ieri la parte civile ha risposto alle domande del pm. Il processo è stato rinviato a dicembre, quando verranno sentiti i consulenti dell’accusa e della parte civile, oltre ai testimoni. La difesa del finto dentista punta a dimostrare nel corso del dibattimento l’insussistenza delle accuse.
 

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