Afghano morto asfissiato in un camion di frutta

Vittima un uomo si circa 30 anni di carnagione bianca. Si farà l’autopsia.  L’autista greco proveniente da Patrasso era diretto nel Nord Europa

QUARTO D’ALTINO. È stato trovato rannicchiato all’interno del cassetta porta attrezzi di un camion carico di angurie il cadavere di un migrante, di carnagione chiara, dell’apparente età fra i 30 e i 35 anni. Il mezzo, proveniente dalla Grecia e diretto in un paese del Nord Europa, è stato fermato ieri mattina dalla polizia stradale di Venezia, sulla tangenziale di Mestre, nota come autostrada A57, per un normale controllo.

L’odore del cadavere ha insospettito gli agenti che hanno aperto il porta attrezzi posizionato all’esterno del camion e hanno fatto l’orribile scoperta. Il corpo, che non presentava alcun segno apparente di violenza, era in uno stato di iniziale decomposizione. Probabilmente il migrante, trovato privo di documenti, è morto asfissiato dal gas durante il viaggio oppure stremato dalla sete e dal caldo, dopo essersi nascosto nel camion, imbarcato in un traghetto in Grecia.

Ma sarà l’autopsia disposta dal pubblico ministero Giulio Caprarola a stabilire l’esatta causa della morte. Nel frattempo la polizia di Treviso, competente in quanto il controllo è avvenuto in territorio comunale di Roncade, ha avviato tutti gli accertamenti per tentare di dare un nome al corpo privo di vita. È stato anche sentito a lungo anche l’autista del camion, un greco di 58 anni, che pare sia totalmente estraneo alla vicenda, scoprendo la tragedia durante il controllo della Polstrada.

La macabra scoperta. Erano da poco passate le 9.30 di ieri mattina quando gli agenti della Polizia stradale di Venezia, impegnati con gli uomini della Motorizzazione in una serie di controlli sulla regolarità amministrativa dei mezzi pesanti in transito, appena fuori la barriera di Venezia Est, fermano sulla carreggiata nord dell’A57 un camion carico di angurie proveniente dalla Grecia e diretto nel Nord Europa attraverso la barriera dell’A4 di Trieste.

Il mezzo era stato imbarcato nella tarda serata di lunedì su un traghetto partito dalla città greca di Patrasso, dove s’imbarcano clandestinamente i profughi provenienti dalla Siria e dall’Afghanistan. Ieri mattina l’approdo al porto di Fusina a Venezia, da dove il camion ha poi proseguito il suo viaggio verso la destinazione nel Nord Europa. Durante il controllo, gli agenti si insospettiscono per l’odore nauseabondo che proviene dal cassetto porta oggetto, posizionato all’esterno del camion.

Non appena lo aprono, gli agenti fanno la macabra scoperta. All’interno c’è il cadavere di un uomo, dalla carnagione chiara, forse un curdo, tra i 30 e i 35 anni, che aveva affidato all’imbarco clandestino in Grecia la sua speranza di raggiungere un paese nord-europeo.

Morto asfissiato. È morto probabilmente asfissiato a causa dell’anidride carbonica che i traghetti immettono nelle stive per limitare il rischio di incendi oppure di stenti a causa del caldo e senza cibo e acqua.

L’autopsia. Gli agenti della polizia stradale di Venezia fanno intervenire sul posto i colleghi della squadra mobile di Treviso. È infatti della procura del capoluogo della Marca la competenza territoriale del caso essendo il camion stato fermato in territorio comunale di Roncade. I poliziotti, su disposizione del pubblico ministero Giulio Caprarola, spostano il tir in una officina di Quarto d’Altino dove vengono effettuati ulteriori rilievi scientifici, mentre il cadavere del migrante viene trasportato nell’obitorio dell’ospedale di Treviso, dove con ogni probabilità nella giornata di oggi o domani, sarà effettuata l’autopsia per stabilire l’esatta causa della morte.

Le indagini della polizia. Il camionista greco, un 58enne di Patrasso, è stato portato in questura a Treviso e sentito a lungo. Ma nessun provvedimento restrittivo è stato emesso nei suoi confronti. Gli agenti della squadra mobile sono convinti dell’estraneità del camionista alla tragedia. È probabile che il migrante si sia imbarcato di nascosto, all’insaputa dell’autista. Le indagini continuano. La priorità della polizia, una volta stabilità la causa della morte, è quella identificare il cadavere del migrante.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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