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Uccise la ex moglie a coltellate la verità di Ascione dal giudice

Il femminicidio di Musile. Domani inizia l’udienza preliminare a carico del killer di Mariarca Mennella Il pizzaiolo vuole dare la sua versione dei fatti sulla vicenda. La difesa chiederà lo sconto sulla pena

MUSILE DI PIAVE. Poco meno di dieci mesi fa, in una notte di luglio, Antonio Ascione, pizzaiolo di 44 di Torre del Greco (Napoli), uccise Mariarca Mennella, 38 anni, commessa all’Outlet di Noventa, che per 15 anni era stata sua moglie prima che il rapporto si interrompesse. Domani mattina per l’uomo, da allora detenuto a Santa Maria Maggiore, inizierà l’udienza preliminare. Il pubblico ministero Raffaele Incardona lo accusa di omicidio volontario con le aggravanti della premeditazione, del v ...

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MUSILE DI PIAVE. Poco meno di dieci mesi fa, in una notte di luglio, Antonio Ascione, pizzaiolo di 44 di Torre del Greco (Napoli), uccise Mariarca Mennella, 38 anni, commessa all’Outlet di Noventa, che per 15 anni era stata sua moglie prima che il rapporto si interrompesse. Domani mattina per l’uomo, da allora detenuto a Santa Maria Maggiore, inizierà l’udienza preliminare. Il pubblico ministero Raffaele Incardona lo accusa di omicidio volontario con le aggravanti della premeditazione, del vincolo di parentela con la vittima, dei futili motivi e della minorata difesa, oltre che di minacce aggravate. Il suo difensore, l’avvocato Giorgio Pietramala, chiederà il giudizio abbreviato: in questo modo Ascione potrà beneficiare dello sconto di un terzo della pena, evitando il dibattimento in aula. All’inizio dell’udienza preliminare ci sarà la costituzione delle parti civili, ovvero i familiari di Mariarca che si sono affidati all’avvocato Alberto Berardi ed a Studio 3A.

Ma domattina, dopo molti mesi, sarà anche la volta di Ascione. L’imputato si sottoporrà all’interrogatorio per raccontare la propria versione dei fatti e precisare alcuni elementi visto che aveva già parlato nell’immediatezza dell’arresto, poi basta. Fino a domani mattina, quando in tribunale a Venezia sarà chiamato a ripercorrere la sua storia con Mariarca e la separazione, fino a quel riavvicinamento nell’estate 2017: la donna gli aveva riaperto le porte di casa visto che Ascione lavorava in una pizzeria di Jesolo. Lei, però, si era rifatta una vita e gli avrebbe anche mostrato dei messaggini che confermavano la cosa. Ma l’ex marito non accettava che la madre dei suoi due figli potesse costruirsi un futuro.

All’alba del 23 luglio, il delitto. Mariarca era stata trafitta con cinque coltellate provocate da una lama lunga almeno 8-12 centimetri e larga 2 centimetri. Il pizzaiolo aveva poi chiamato i carabinieri per dire cosa aveva fatto e costituirsi. Quando i medici erano arrivati nell’appartamento di Musile, la donna era ancora viva ma aveva smesso di respirare poco dopo.

Sembra che non fosse la prima volta che Ascione prendesse il coltello e lo rivolgesse contro Mariarca. L’uomo infatti avrebbe minacciato di morte la sua ex in più occasioni, in una delle quali anche usando una lama. L’accusa è basata anche sui messaggini di WhatsApp che si erano scambiati la figlia di Mariarca e il padre: la ragazza accusava il genitore, che tentava di giustificarsi, di aver minacciato la mamma con un coltello e gli giurava che lei e il fratellino non l’avrebbero più guardato in faccia se le avesse fatto del male. Era stata la parte civile a produrre nel corso delle indagini una memoria al pm proprio in relazione alle minacce di morte. Il magistrato aveva quindi disposto l’acquisizione dello smartphone della ragazza.

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