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Brugnaro nel consiglio comunale: «Contratto dei dipendenti: risorse solo con il merito»

Affondo del sindaco giovedì: «O così o taglieremo la parte variabile». Replica della Cgil: «Non accettiamo minacce, pronti a lottare in tutte le sedi»

di Enrico Tantucci
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VENEZIA. Il sindaco Luigi Brugnaro pronto ad aprire un nuovo fronte di scontro con i sindacati dei dipendenti comunali sul contratto decentrato, se non accetteranno l’impostazione «meritocratica» delle risorse variabili previste per l’integrativo.

Lo ha annunciato ieri in apertura del Consiglio comunale, illustrando le linee generali della variazione al bilancio di previsione 2018-2020.

«È una variazione di bilancio che dà 16 milioni di euro in più rispetto a quello che avevamo previsto e c’è chi ancora dice “ma non è sufficiente”. Non ci faremo provocare. Sul bilancio abbiamo trovato tantissimi problemi mai risolti in trent’anni. Li stiamo affrontando minuto per minuto, passo per passo, centimetro per centimetro, trovando fonti di finanziamento e dando spazio soprattutto alle manutenzioni».

Poi il “passaggio” dedicato ai dipendenti comunali. «Abbiamo impiegato il massimo delle risorse possibili per il contratto decentrato» ha detto il sindaco, «ma ci siamo trovati di fronte a sindacati che prima hanno firmato un pre accordo e poi non l’hanno formalizzato e che si sono sempre opposti alla nostra volontà di premiare il merito nella distribuzione delle risorse variabili.

Ma noi a questa impostazione non intendiamo rinunciare, terremo duro. Vogliamo perciò certamente aprire un confronto con i sindacati sul nuovo contratto decentrato, ma se troveremo le stesse resistenze a riconoscere il merito, siamo pronti anche a ridurre o eliminare le risorse destinate alla parte variabile, che non siamo obbligati a stanziare. Vorrà dire che in questo caso saranno i sindacati a dover spiegare ai dipendenti comunali perché si troveranno le risorse decurtate».

Un avvertimento forte, a cui ha subito replicato, sul fronte sindacale, il segretario della Cgil Funzione Pubblica Daniele Giordano.

«Se quella di Brugnaro vuole essere una minaccia per ripristinare iniziative assurde come le famose “idee vincenti” naufragate nel ridicolo» commenta «non è rivolta solo ai sindacati e ai dipendenti comunali. Le risorse variabili del contratto decentrato devono servire anche a migliorare la funzionalità dei servizi. I centri estivi o le tanto amate dal sindaco ronde notturne dei vigili urbani sono finanziate con quelle risorse.

Vuol dire che allora pensa di tagliare quei servizi o magari privatizzarli, nel caso dei centri sociali. In ogni caso, come già in passato, non ci faremo intimidire e saremo pronti a riprendere la lotta in ogni sede se il sindaco pensa di vincolare l’erogazione delle risorse del contratto decentrato dei dipendenti comunali all’accettazione passiva da parte dei suoi criteri “meritocratici” del tutto discrezionali».

Ieri comunque il sindaco ha rivendicato orgogliosamente, parlando del bilancio, il lavoro svolto dalla sua Amministrazione, definita «una giunta civica di centrodestra» e ha parlato di Venezia come di «una città di trenta milioni di abitanti», sottolineando così la sua inscindibilità dall’economia legata al turismo e ai suoi flussi.

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