A Mestre, i residenti: «Degrado, baby gang e spaccio all’ex ospedale»

Foto simbolo di una baby gang

Nell’ex Umberto I gli abitanti costretti a convivere da 10 anni  con il “buco nero". «Anche il parco ormai è stato abbandonato» 

MESTRE. Ex ospedale dell’Angelo tra spaccio, degrado e da qualche settimana bande di ragazzi che fanno scappare anche gli “ultimi” residenti rimasti a popolare l’area. A riaccendere i riflettori sul “buco nero del centro di Mestre” (il più grosso) della città è L.P., uno dei residenti che abita proprio all’angolo tra via Antonio Da Mestre e via Ospedale, nell’epicentro del degrado, con vista sul vecchio nosocomio, o meglio su ciò che ha preso il suo posto da oramai troppo tempo.

Vuoi per il caldo, l’estate alle porte e il tempo che invita a uscire, lo spaccio, il consumo di droga all’aria aperta e le attività collaterali al mercato degli stupefacenti hanno ripreso quota. «Siamo alle solite» spiega la residente «la situazione sta peggiorando di giorno in giorno. La banda di ragazzi che stazionava in piazzetta Toniolo si è spostata qui. Gang di ragazzi che bevono, bestemmiano tutto il pomeriggio, urlano, rompono i giochi dei bambini nel vicino parco, tanto che le mamme se ne sono andate».


Prosegue: «L’altra sera c’erano delle ragazze che si passavano la droga sotto i nostri occhi con dei tunisini tra la strada e l’interno dell’ex ospedale, senza curarsi di chi poteva vedere». Una situazione, a detta dei residenti, che davvero non è più sostenibile. «Non se ne può più, abbiamo paura a uscire in strada, a fare un giro, mentre loro evidentemente non hanno paura di niente, non temono nessuno, ma noi non tolleriamo più questa situazione».

E una qualità della vita che si è abbassata. Da una parte le baby-bande che disturbano spostandosi tra il Candiani, via Antonio Da Mestre, l’ex ospedale e i bar. Dall’altra il degrado. «L’area dell’ex Umberto I più il tempo passa più diventa un ricettacolo di topi, pantegane, per non parlare delle zanzare che porta, il verde e gli alberi che debordano, il lago, una situazione sanitaria che non è più sostenibile. Oramai sono dieci anni, sette prima, tre della nuova amministrazione, eppure tutto è come prima, sembra che l’immobilismo sia la parola d’ordine». Sottolinea: «È stato murato l’edificio che doveva diventare un asilo perché la notte ci dormivano i senza tetto, ma almeno loro poverini trovavano rifugio, lo spaccio di stupefacenti e la delinquenza sono molto peggio».

Gli abitanti chiamano la polizia. «Chiediamo aiuto, contatto le forze dell’ordine, ma anche l’ultima volta mi è stato detto che gli agenti intervengono solo se ci sono problemi. E quali sarebbero se non questi? L’ex ospedale Umberto I ormai è una vergogna per tutti e non si vede la via d’uscita».

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