Mestre, lancia il chiwawa dalla finestra: uomo condannato a quattro mesi

Il volo dal terzo piano era stato attutito dall’atterraggio sul tetto di un garage. Il cagnolino era riuscito a salvarsi, con tante ferite

MESTRE. Il volo dal terzo piano era stato attutito dall’atterraggio sul tetto di un garage al pian terreno. Lui, un cagnolino di razza chiwawa, era riuscito a salvare la pelle, riportando ferite che il veterinario aveva valutato con 15 giorni di prognosi. Il volo da un’altezza di circa nove metri non era stato determinato dalla curiosità della bestiola e nemmeno da una sua imprudenza.

Il chiwawa era stato letteralmente lanciato dal compagno della proprietaria. Ieri, al termine del processo a carico di Eugenio Moretti, 47enne mestrino, la giudice monocratica Sara Natto lo ha condannato a 4 mesi. La rappresentante dell’accusa ne aveva chiesti 3. Il reato contestato era di tentata uccisione di animale. Nel capo l’imputazione si legge che il lancio del cane dalla finestra era «diretto in modo non equivoco a cagionarne la morte» e che l’evento non si era verificato solo perché l’animale era finito sul tetto del garage.

I fatti finiti al centro del procedimento penale risalgono all’aprile 2013 in un appartamento al terzo piano di un condominio a Chirignago. Il 47enne, che i testimoni avevano descritto come alterato in quel momento, aveva iniziato a discutere con la donna. Una discussione che con il passare dei minuti era andata via via alzandosi di tono, degenerando in una lite, sembra per futili motivi.

«Adesso farò una cosa che dispiacerà molto ad una persona in particolare», avrebbe annunciato ad un certo punto il 47enne al culmine della rabbia. Il cagnolino stava tranquillamente dormendo nella sua cuccia. L’uomo lo aveva preso e, avvicinatosi alla finestra del salotto, lo aveva lanciato in giardino. Un volo di tre piani che si era concluso non sull’erba, ma sul garage, facendo risparmiare qualche metro in caduta libera alla povera bestiola.

La donna, che evidentemente aveva capito quale fosse l’intento del compagno, lo aveva pregato di fermarsi, di non fare del male all’animale. Richieste, queste, risultate del tutto inutili perché il 47enne non si era fermato nemmeno davanti al musetto tenero del cagnolino e al pensiero che quel volo da un’altezza tale avrebbe potuto uccidere la bestiola della compagna.

La donna era corsa con il cuore in gola a verificare le condizioni del chiwawa, trovandolo ferito ma vivo. Lo aveva recuperato dal tetto del garage e si era rifugiata con il cagnolino da una famiglia che vive nell’appartamento. Nel condominio di Chirignago era intervenuta la polizia chiamata dai condòmini. La donna aveva sporto querela ed erano scattate le indagini della Procura a carico di Moretti. Ieri, al termine del dibattimento, è arrivata la condanna.

Rubina Bon
 

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