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Distrutta la barriera verde sul canale Xola

Torre di Mosto. Spazzate via piante ventennali proprio nel periodo di nidificazione degli uccelli

TORRE DI MOSTO. È polemica a Torre di Mosto per la distruzione di parte delle piante ventennali della barriera verde lungo il canale Xola. Per di più in un periodo di nidificazione degli uccelli. I lavori di sbancamento sono stati eseguiti, sembra erroneamente, per il riuso della terra nell’ambito del cantiere della pista ciclabile per Staffolo. Mentre la “Civica per Torre” parla di «scempio ambientale», il Consorzio di bonifica ha già bloccato i lavori, annunciando che l’area sarà ripristin ...

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TORRE DI MOSTO. È polemica a Torre di Mosto per la distruzione di parte delle piante ventennali della barriera verde lungo il canale Xola. Per di più in un periodo di nidificazione degli uccelli. I lavori di sbancamento sono stati eseguiti, sembra erroneamente, per il riuso della terra nell’ambito del cantiere della pista ciclabile per Staffolo. Mentre la “Civica per Torre” parla di «scempio ambientale», il Consorzio di bonifica ha già bloccato i lavori, annunciando che l’area sarà ripristinata. Ma la polemica è destinata ad andare avanti: una cittadina torresana ha segnalato l’accaduto ai carabinieri forestali.

«Stiamo parlando di una barriera verde fonoassorbente, realizzata negli anni delle amministrazioni Tamai e Paludetto per separare la zona abitata dal depuratore, a tutela dei residenti», spiegano i consiglieri Gianni Artico e Camillo Paludetto della “Civica per Torre”, «non si possono fare certi sbagli. Ci chiediamo dove fosse l’amministrazione quando gli operai sono intervenuti. Non vigilano sul territorio?».

Legambiente ha inviato una lettera al Consorzio di bonifica, che ha in carico l’appalto, per chiedere l’immediato stop dei lavori interessanti la siepe, «vista la stagione che rientra nel pieno periodo riproduttivo dell’avifauna», si legge nella missiva, «e considerata la legislazione attuale che vieta la distruzione di qualsiasi nido per evitare danni al ciclo riproduttivo». «C’è stato forse un fraintendimento con l’impresa esecutrice», spiega l’ingegner Giulio Pianon del Consorzio di bonifica, «si doveva scavare in banchina, invece è stato intaccato l’argine, che doveva servire come barriera per il depuratore. Adesso provvederemo a ricostruire quanto demolito, abbiamo già informato gli ambientalisti. I lavori per la costruzione della pista ciclabile potranno proseguire invece regolarmente».

Giovanni Monforte