Effetto Biennale: Venezia piena e da venerdì tornano i varchi

I varchi d'accesso turistico in Lista di Spagna, a Venezia

Isola di San Giorgio, ressa per il padiglione del Vaticano. Mezz’ora di attesa per salire su un vaporetto, alberghi al completo

VENEZIA. Tutti in fila sotto il sole per visitare le cappelle del Vaticano all’isola di San Giorgio. Poco prima di mezzogiorno, gli ingressi erano oltre quattrocento, che nell’arco della giornata si sono moltiplicati, fino a provocare altre code, ben più lunghe, all’imbarcadero del vaporetto dove, prima di riuscire a salire su un battello, i visitatori hanno dovuto a aspettare oltre mezz’ora.


Il debutto del Padiglione della Santa Sede alla Biennale di Architettura ha attirato ieri migliaia di persone, così come i Giardini di Castello e gli spazi dell’Arsenale. Ai 7 mila di sabato, primo giorno di apertura (mille in più rispetto alla Biennale di Architettura di due anni fa), si sono aggiunte le migliaia di visitatori di ieri.

Gli effetti sulla città si sono fatti sentire. Al pubblico della Biennale, da sempre il prediletto da albergatori e categorie economiche, che ha riempito alberghi di tutte le stelle, ristoranti e bar, si è aggiunta una moltitudine di pendolari, attratti dalla giornata di sole estivo prima dell’apertura ufficiale delle spiagge.

«Il tutto esaurito di questi giorni di Biennale è ormai un dato scontato», spiega il direttore dell’Associazione veneziana albergatori, Claudio Scarpa, «come sempre siamo in presenza di un turismo bello, colto, che rispetta la città». Non altrettanto scontato, invece, è stato il calo di aprile, normalmente un mese di altissima stagione, la cui flessione (soprattutto negli alberghi di lusso) sarà analizzata a breve nel corso di una riunione dell’Ava.

«E’ necessario capire se si è trattato di un calo fisiologico, o senza una vera ragione, come a volte accade quando ci sono meccanismi non comprensibili, o se invece è un problema di carattere sistemico» dice ancora Scarpa.

L’assalto di questi giorni, invece, ha confermato le previsioni. Alberghi pieni, ristoranti tutti prenotati, catering al lavoro, calli intasate, taxi introvabili, imbarcaderi da delirio, non solo a San Giorgio e a Piazzale Roma ma anche a San Marco e soprattutto a San Zaccaria, in direzione Giardini di Castello e Arsenale.

I pendolari della giornata si sono mescolati alla folla di architetti, curatori, galleristi, collezionisti che da quattro giorni affollano il centro storico. Da venerdì, a Punta della Dogana, lo yacht di Diego Della Valle è diventato un Harry’s bar galleggiante, con via vai di motoscafi che depositano gli ospiti in arrivo da qui o da lì, dall’Espace Vuitton o da Corner della Regina dove la Fondazione Prada ha accolto cinquecento invitati alla verine della mostra dedicata ai filosofi.

E ancora piccole e grandi feste ovunque, nelle terrazze degli alberghi, nei saloni, nelle isole, nei campi, in fondamenta, nei palazzi. La più biennalesca? Quella a Palazzo Contarini della Porta di Ferro, a Castello, organizzata dagli architetti francesi del gruppo Nouvelle AOM che, per festeggiare l’aggiudicazione del concorso per il restauro della Torre di Montparnasse a Parigi, si sono regalati un silent party in bianco e nero: musica per ballare fin all’alba, ma solo con le cuffie.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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