Nasce a Camponogara la app dedicata al mondo dell’Islam

È tra le più scaricate al mondo. A inventarla una ragazza di 29 anni di origine marocchina che abita in Riviera del Brenta: Fatna El Hamrit. Si condividono immagini e invece di “mi piace” si dice “shukran”: grazie in arabo

CAMPONOGARA. Al posto del “mi piace” si mette uno “shukran”, letteralmente grazie in arabo. Per il resto è un social network fotografico come gli altri, uno strumento per mettere in contatto persone. Si caricano immagini, si commenta e si condividono esperienze. Alla base, però, c’è una particolarità: è pensato come uno spazio dove far conoscere la ricchezza della cultura musulmana. “TheShukran” è diventata tra le 50 app più scaricate in tutto il mondo. Disponibile sia per sistemi iOS sia per Android, ad oggi sono già 400 mila gli utenti iscritti al social. Il logo è una “khamsa”, la mano dalle cinque dita simbolo dell’Islam.


Fatna El Hamrit, 29 anni, è una delle menti dietro a questo progetto. Di origine marocchina, è in Italia da quando ha tre anni, vive a Camponogara e lavora a Padova come designer. «È il social della riconoscenza», spiega, «abbiamo voluto offrire a tutti qualcosa che provenisse dal mondo islamico». L’idea nasce nel 2015 dall’avvocato Luca Bauccio di Milano, tra i cofondatori di You Reporter, e dal fotografo Nicola Fioravanti. Trova subito l’appoggio di un gruppo di amici, tra cui Eva Cordioli, Sanaa Fariat, Siham Lamoudni e, appunto, Fatna. Dopo mesi di test e verifiche grafiche, il lancio ufficiale sul mercato delle app avviene a ottobre 2017. È subito un successo, soprattutto tra gli utenti musulmani. “The Shukran” diventa un tormentone in Pakistan, Bangladesh, Iran, Marocco, Algeria. Riscuote un grande successo anche in Italia. Da noi, però, gli utenti sono più che altro incuriositi da un mondo fatto di cultura e tradizioni diverse dalla nostra. «È questo il nostro obiettivo: l’unione di culture», dice Fatna, «ci sono social molto più importanti di noi a livello di numeri, però volevamo offrire qualcosa di diverso. È anche un modo di dire al mondo che l’Islam negli ultimi anni è stato raccontato in una luce negativa, quella del terrorismo. Ha invece molto da offrire, ma in pochi conoscono le sue ricchezze e la nostra app è un posto dove raccontarle».

Le bacheche sono piene di colore, vita, suoni. Un gruppo di cantanti dal Marocco aggiunge spesso video di canzoni locali. Una delle “star” è una modella del Bangladesh che sovverte i canoni della condizione femminile nel mondo islamico. C’è poi un gruppo di fotografi dall’Iran che aggiunge, ogni giorno, le proprie foto artistiche. Negli ultimi giorni, invece, è il Ramadan l’argomento più in voga. «Il nostro social, però, non è fatto solo per i musulmani», puntualizza Fatna, «ma dai musulmani per il mondo intero. Il nostro obiettivo è creare un puzzle delle culture del mondo».

L’app funziona con 4 tab. Nella prima, la schermata iniziale, compaiono in contemporanea i nuovi contenuti dei propri “amici” virtuali. Nella seconda sezione sono raggruppati video, articoli, conversazioni e idee. La terza schermata è chiamata “Il flusso del mondo”, una cascata di immagini e video dagli angoli del globo. L’ultima, infine, è la pagina del proprio profilo con le foto e il numero di follower. Si preme un tasto e si ringrazia per un contenuto interessante. Guai a chiamarlo “mi piace”: «L’abbiamo sostituito con un grazie, così», conclude Fatna, «non si dà l’idea di esprimere un giudizio».

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