Il museo alle Corderie e sul “Times”

Gli architetti Sauerbruch e Hutton espongono il progetto che fa discutere. Oggi inaugurazione a Forte Marghera

MESTRE. La coppia di archistar anglotedesca Sauerbruch e Hutton era attesa già ieri in serata a Venezia. Il loro progetto del distretto culturale di M9, il museo del Novecento di Mestre, sarà tra quelli in mostra alle Corderie dell’Arsenale nella esposizione “Freespace”, a cura di Yvonne Farrell e Shelley McNamara, per la sedicesima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia che apre i battenti al pubblico sabato 26 maggio (esposizione aperta fino al 25 novembre prossimo). Insomma si parla un poco di Mestre alla Biennale.



Sulle pagine del The Times. Tanto che anche il britannico “The Times” si interessa di M9. Lunedì in un reportage da Venezia di James Imam dedicato all’Architettura e alla città storica al centro di battaglie e rivendicazioni dei residenti (al punto che il titolo è “Guerra in Canal Grande - Venezia contro le archistar”), si cita anche il progetto della Fondazione di Venezia, 110 milioni di euro di investimento (pari a 8,7 milioni di sterline), definendolo un ambizioso investimento per un «museo multimediale d'avanguardia e micro-smart city che aprirà in dicembre».

E cita le parole del presidente della Fondazione, Gianpietro Brunello: «Se Venezia ha un futuro, la posizione strategica di Mestre sarà cruciale. Eppure questa affermazione è respinta dai locali che incontro», scrive il giornalista. « M9 a Mestre, dicono, è un tradimento degli interessi locali». In attesa dell’apertura a dicembre M9 continua a far discutere. Il progetto degli architetti Sauerbruch e Hutton con la Biennale otterrà rilievo internazionale, mostrando quel che sta sorgendo a Mestre. Sette edifici, tre le nuove costruzioni.

Piastrelle in primo piano. Nel grande cantiere tra via Poerio e via Brenta Vecchia, terminate le costruzioni si passa al colore esterno, con la posa delle 20 mila piastrelle colorate (nei toni della città) che sono mèta di curiosi e ovviamente possono piacere e convincere come no. Il chiostro, destinato ad area retail commerciale, l’ex convento del Seicento rimesso a nuovo, ospiterà i primi negozi da ottobre. Intanto a giugno proprio in contemporanea con la Biennale Architettura, ospiterà un’installazione di architettura con altre iniziative lungo tutta l’estate.

La prova generale. Dal primo settembre al 15 novembre è previsto un mese e mezzo di “Business simulation”, ovvero la grande prova generale che coinvolgerà centinaia di persone, reclutate da una agenzia esterna, che proveranno il funzionamento di ogni cosa. Dall’apertura delle porte agli accessi, dalle spine elettriche ai pannelli di visione delle varie esposizioni interne, tutte votate alla tecnologia. Una prova generale per individuare eventuali malfunzionamenti, errori, mancanze ed intervenire con gli operai in tempo per rispettare la data dell’inaugurazione, quella del 1 dicembre 2018.

Oggi di scena Forte Marghera. Oggi di scena per la Biennale è invece Forte Marghera con l’inaugurazione alle 15 del Progetto Speciale Freespace con il presidente Baratta, il sindaco Brugnaro e le curatrici Yvonne Farrell e Shelley McNamara; Sami Rintala e Dagur Eggertsson creatori dell'instrallazione in legno e situata sulle rive di un bacino d'acqua, che ospiterà anche manifestazioni collaterali.

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