A Venezia veleni e ricorsi sul bando per sostituti gondolieri: spunta la lista dei vincitori

In un documento ci sono i 36 nomi su 60 dei candidati che hanno superato la prova 

VENEZIA. Non si placa la pioggia battente di polemiche sul bando per la selezione di 60 nuovi sostituti, da avviare al corso di formazione in Arte del gondoliere: per la lista dei vincitori “figli di...” che girava da giorni, azzeccata al 65 per cento; per criteri di valutazione della prova di voga non dichiarati a bando; per i troppi sostituti sul mercato; per la bocciatura delle donne regatanti. Così, al ricorso al Tar presentato dall’Associazione sostituti per chiedere l’annullamento del bando, si è affiancata una doppia interpellanza del Movimento 5 stelle.

L'altra notizia. "Diventa gondoliere in 90 minuti", i veneziani contro i corsi sul web



I numeri, il test e il corso. Sui 238 iscritti, cinque si sono ritirati (compresa una delle otto donne iscritte) e solo in 90 sono stati dichiarati idonei (tra i quali, due ragazze) dopo una brevissima prova di voga nel bacino dell’Arsenale: pochi minuti a testa a prua di una gondola, con l’ordine di “sciare” (frenare l’imbarcazione) e ormeggiare. Per i primi 60 vincitori è già squillata la campanella d’inizio lezioni del mini corso di 10 ore di voga a poppa della gondola e 60 ore di teoria, tra storia di Venezia, inglese, spagnolo, sicurezza della navigazione e regole di buon comportamento con il turista. Per gli altri 30 - fa sapere l’assessorato alla Mobilità - sarà attivato un secondo corso, a seguire.

L’attacco 5 stelle. In una nuova interpellanza all’assessore alla Mobilità Boraso, che fa seguito ad una prima depositata la scorsa settimana, il consigliere pentastellato Davide Scano fa nuovamente le pulci alla selezione, che definisce «surreale». «Dalla graduatoria sul sito comunale si comprende, anche se non era affatto noto in precedenza (!) che hanno superato la preselezione solo i candidati con punteggio superiore a 28», si legge nell’interpellanza, «ma si continua ad ignorare - perché non è scritto da nessuna parte - come si potesse oltrepassare questa importante soglia».

«Per come è formulato il bando», prosegue Scano, «la preselezione è da considerare un vero e proprio esame, posto che i primi 60 faranno il corso diventando sostituti gondolieri, ma secondo la testimonianza dei candidati, sembra proprio non sia stata fatta alcuna registrazione della prova di voga. Non potrebbe perciò svolgersi alcuna verifica a posteriori della graduatoria stilata dalla commissione, quando la giurisprudenza ha ben chiarito all’art.22 della legge 241/1990 che - come da sentenza del Consiglio di Stato - “sussiste il diritto di accesso del candidato agli elaborati delle prove degli altri candidati giudicati positivamente, anche al fine di escludere macroscopiche incongruenze, palesi aberrazioni o eventuale eccesso di potere”.

Domandiamo, infine, se l’amministrazione non ritienga gravissima la circostanza secondo cui, nella lista con i nomi di 55 possibili vincitori che circolava in città (e che io stesso ho ricevuto) almeno 36 risultino tra i 60 idonei (e altri 6 tra i 30 di riserva), con un 65% di “successo”, ancor più incredibile per il fatto che i nomi dei 238 candidati non erano noti fino alla pubblicazione della graduatoria». Contestato anche il corso: «L’ultimo era articolato in 150 giorni di lezione, questo in 10», conclude Scano.

Il ricorso dei sostituti. «È andata come ci aspettavamo: noi andiamo avanti con il nostro ricorso, perché questo bando ha profili di illegittimità per scarsa trasparenza, molto chiari», commenta Raoul Roveratto, presidente dell’Associazione sostituti, «siamo 160 sostituti per 433 gondolieri, 280 gondole in media al lavoro, il mercato è saturo: è un mestiere che esiste solo a Venezia, non c’è alcun motivo che giustifichi questo bando. I nomi dei vincitori? Li avevamo anticipati per sfida». «Presenteremo richiesta di sospensiva non appena saranno nominati i primi sostituti, a fine corso», annuncia l’avvocato Jacopo Molina.

La risposta. In attesa della replica dell’amministrazione, risponde Andrea Baldi, presidente dei gondolieri e in commissione con due dirigenti del Comune e un delegato dell’associazione Bancali: «Penso che l’amministrazione abbia scelto l’Arsenale per la prova di voga - e non il Canal Grande, come in precedenza - per il rischio di creare intralcio e pericolo al traffico, facendo eseguire prove di voga in punti nevralgici, dove oggi i battelli passano anche ogni 3 minuti. I vincitori annunciati? Nessuna polemica.

Sui criteri di valutazione e la bocciatura anche di donne regatanti, faccio un esempio: c’è chi guida da Formula 1 (come in regata) e chi da rally, come noi. Tutti sanno vogare a prua, ma nel traffico della città non c’è l’acqua tranquilla della laguna, c’è bisogno di saper fare manovre veloci, repentine per fermare la barca. Non è stato diifficile distinguere secondo questo criterio, quanto piuttosto nel mezzo punto in più o in meno».
 

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