Veleni sul camion, indagato l’autista

Per i vigili urbani i documenti di trasporto non sono regolari, il pm chiede al gip la convalida del sequestro del tir

MIRA. Spunta un indagato nel giallo dei 150 fusti pieni di rifiuti pericolosi provenienti per la maggior parte dalla base americana di Sigonella, in Sicilia, che viaggiavano sul camion fermato mercoledì dalla polizia locale lungo la Romea a Mira. Si tratta del conducente del mezzo pesante, un 58enne dipendente della ditta “Zuccaro Trasporti” di Catania incaricata dalla “FG Recycling”, sempre di Catania, di portare il carico al “Centro Risorse” di Motta di Livenza, nel Trevigiano. All’autista, per il momento, la Procura veneziana contesta una violazione in materia di trasporto di rifiuti pericolosi. Secondo quanto rilevato dalla polizia locale di Mira, infatti, ci sarebbero delle difformità tra i documenti di trasporto (i cosiddetti formulari) e l’effettiva merce trasportata, che peraltro non sarebbe stata imballata in modo corretto. Accuse, queste, fermamente respinte dalla società catanese che ha effettuato la spedizione, secondo cui la documentazione che accompagnava i fusti era chiara e spiegava correttamente il contenuto. La ditta di trasporto aveva invece precisato che la responsabilità sulle bolle (e quindi sulla loro regolarità) è della ditta che invia il materiale. Va detto che l’iscrizione sul registro degli indagati del conducente del camion è un atto dovuto, ma non significa che l’indagine si fermi qua. È possibile infatti che nelle prossime settimane l’elenco degli indagati possa allungarsi.

Intanto nelle scorse ore la pubblico ministero Elisabetta Spigarelli ha inviato la richiesta al giudice per le indagini preliminari di convalidare il sequestro del camion. Il gip avrà dieci giorni di tempo per decidere se mantenere i sigilli sul mezzo, e quindi su quanto trasportato, così da proseguire nelle indagini, o se restituire tutto ai proprietari. In caso di convalida del sequestro, la proprietà potrà comunque ricorrere al tribunale del Riesame.


Compiuti questi primi atti urgenti, la sostituto procuratore Spigarelli passerà il fascicolo a uno dei colleghi che si occupano di reati in materia ambientale. C’è da capire anzitutto cosa sia contenuto nei 150 fusti. Secondo la “FG Recycling” si tratta di rifiuti speciali provenienti dalla manutenzione delle navi e degli aerei dell’esercito americano che fanno base in Sicilia, la gran parte provenienti da Sigonella e da Ragusa. In quest’ultimo porto attraccano le navi da guerra americane presenti nel sud del Mediterraneo. Nello specifico i fusti sarebbero pieni di bombolette spray usate che contenevano varie sostanze, stracci sporchi di colore e solventi, fanghi provenienti da pozzetti di ispezione delle basi, resti di colore e altre sostanze usate per la manutenzione ordinaria di navi. Il Nucleo Nbcr dei vigili del fuoco, intervenuto subito dopo lo stop del camion, aveva escluso la presenza di radioattività ed emissioni nocive.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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