«Lavoro, pronti alle sfide» L’Acli si apre a Marghera

Inaugurata ieri con il patriarca Moraglia la sede ristrutturata con vista in via Ulloa Grigoletto: «Per troppi anni saracinesche abbassate». Sala intitolata a Francini

MARGHERA. Restyling per la sede dell’Acli di via Ulloa, aperta alla presenza, tra gli altri, del patriarca Francesco Moraglia, davanti a un centinaio di persone. L’intervento ha interessato gli spazi che dal 2005 ospitano la sede dell’associazione, gli uffici e gli sportelli di Patronato e Caf (il Centro di Assistenza Fiscale). L’investimento è stato pensato per rendere più funzionali e accoglienti ambienti che ogni anno contano oltre 10 mila accessi da parte di utenti e associati. Per rimarcare il legame con Marghera la sala riunioni è stata intitolata alla memoria di Angiolo Francini, storico dirigente dell’Acli per anni anima dell’associazione al Petrolchimico. «Inauguriamo questi nuovi spazi», ha detto il Patriarca, «dando una benedizione a chi vi lavorerà». La nuova vita della sede per il presidente provinciale dell’Acli, Paolo Grigolato è rappresentata simbolicamente dall’apertura delle saracinesche esterne dell’immobile, tenute chiuse in una zona difficile anche dal punto di vita dell’ordine pubblico. «Per troppi anni», ha sottolinea Grigolato, «sono rimaste abbassate, quasi una sorta di protezione rispetto ad un mondo esterno che spesso muove sentimenti di paura. Oggi il cambiamento parte proprio dall’averle tirate su, per mostrare che le Acli ci sono e sono pronte alle nuove sfide poste da una società in continua evoluzione. La nostra triplice fedeltà ai lavoratori, alla democrazia e alla Chiesa passa proprio da qui, dagli enormi cambiamenti del mondo del lavoro e in generale della società di cui questa comunità è stata testimone negli ultimi decenni. Rafforzare la nostra presenza in via Ulloa non è una mera operazione di restyling, ma testimonia il desiderio e la volontà di affrontare non da spettatori questioni fondamentali per la definizione del volto futuro del territorio».

Sul legame tra radici e futuro si è soffermato anche Moraglia: «Le Acli nascono nel 1945, subito dopo la fine della guerra, avere una storia così lunga significa avere una responsabilità, perché la memoria aiuta a decifrare il presente e il futuro. Il mio augurio è che le Acli sappiano sempre mantenere visibilità e incisività, tenendo insieme le tre fedeltà come una bussola orientata verso la centralità della persona e la dignità del lavoro». «Siamo in una fase di faticoso ripensamento del welfare», ha detto l’assessore ai Servizi sociali di Ca’ Farsetti, Simone Venturini, ed è fondamentale il rapporto tra le istituzioni e chi, come le Acli, è al servizio e in ascolto delle persone». «L’inaugurazione della casa delle Acli di Venezia», ha concluso il presidente delle Acli Nazionali Roberto Rossini, «è la conferma che la nostra non è un’organizzazione solida e radicata nei valori e sui territori».


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